Egitto, l'ambasciatore in Italia: "Nostra economia in crescita durante pandemia"

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L'economia ai tempi del Covid-19, l’ambizione egiziana di diventare un nuovo hub regionale per l’energia, la questione migratoria. Sono i temi principali che l'ambasciatore della Repubblica araba d'Egitto in Italia, Hisham Badr ha affrontato in un'intervista ad Aki-Adnkronos

"L'economia egiziana è l'unica nella regione e, all'interno di un numero limitato di economie mondiali, che ha raggiunto tassi di crescita positivi durante la pandemia Covid-19, come evidenzia il tasso di crescita dello scorso anno che ha raggiunto il 3,6%''. Lo rivendica l'ambasciatore Hisham Badr, sottolineando che secondo i rapporti diffusi dall'Unctad, 'Egitto si trova nella posizione di principale Paese per gli investimenti esteri diretti in Africa''.

Le autorità del Paese, prosegue l'ambasciatore, ''hanno modificato il loro piano di investimenti in linea con le nuove condizioni globali imposte dalla pandemia concentrando gli investimenti in settori flessibili e in grado di riprendersi rapidamente, compresi i settori delle telecomunicazioni, informatica, agricoltura, industria, logistica e finanziaria, nonché investimenti in settori innovativi che rientrano negli elementi della quarta rivoluzione industriale e dell'economia verde e blu''.

Badr ha quindi sottolineato che "negli ultimi anni l'Egitto ha implementato una serie di importanti progetti nazionali che hanno contribuito a far avanzare l'economia e a fornire opportunità di lavoro ai giovani''. Tra questi, ''il più importante è la costruzione di nuove città, come la nuova Capitale amministrativa, che sarà inaugurata la prossima estate e sarà la prima città intelligente ed ecologica dell'Egitto e il nuovo Museo Egizio, di prossima inaugurazione, la nuova città di Alamein e la città di Galala''.

"Questi risultati positivi non si sono limitati al tasso di crescita egiziano", ha detto il diplomatico del Cairo, ma anche "il rating del credito egiziano ha mantenuto la stabilità delle prospettive future come risultato delle riforme strutturali globali intraprese dal governo, che ha portato a un calo dei tassi di inflazione, stabilità del tasso di cambio e una riduzione del tasso di interesse sui depositi e sui prestiti".

L'ambasciatore Badr ha anche osservato che "l'Egitto attribuisce grande importanza alla Zona Economica Speciale del Canale di Suez e cerca di attrarvi investimenti stranieri per essere il nucleo del libero scambio sotto l'Afcfta. Questo coincide con un piano per dotare strutture e infrastrutture nei porti e nella zona economica. Infatti ci sono molte aziende internazionali che concorrono per investire in questa zona, soprattutto alla luce del pacchetto di emendamenti legislativi che sono stati recentemente approvati", riferendosi in particolare alla costruzione della strada Cairo-Città del Capo.

Egitto punta a diventare centro regionale commercio ed energia

L'ambasciatore ha affermato che "il governo egiziano ha compreso da tempo l'importanza di mettersi al passo con la trasformazione attuale del sistema energetico, soprattutto perché le strutture egiziane si qualificano per massimizzare i benefici di tale trasformazione". Badr ha detto che "l'Egitto è un crocevia tra i tre continenti e la sua posizione geografica crea un'opportunità che va sfruttata sia per le riserve di gas naturale, che è fonte di energia pulita, per le reti che lo collegano con i Paesi vicini, per i giganteschi progetti per la produzione di energia solare come l'impianto di Benban ad Aswan, e per i progetti di interconnessione elettrica in corso con Paesi come Cipro, Sudan e Arabia Saudita''-

A questo proposito, ha aggiunto, "consentitemi di accennare brevemente alla stretta collaborazione tra Egitto e grandi aziende energetiche, soprattutto dopo che il governo egiziano, sotto gli auspici del presidente Abdel Fattah al-Sisi, ha compiuto notevoli sforzi contribuendo ad esplorare il giacimento di gas (Zohr) nel Mediterraneo e ad aumentare il suo volume di produzione. Abbiamo anche iniziato a collaborare con Grandi aziende energetiche in progetti per le energie rinnovabili, l'economia circolare e la decarbonizzazione delle industrie petrolifere''.

Nello stesso contesto, sottolinea l'ambasciatore Badr, "il governo egiziano ha preso l'iniziativa di istituire il Forum del gas del Mediterraneo orientale con l'obiettivo di creare un mercato comune per il gas nella regione e di coordinare le politiche energetiche e del gas tra gli Stati membri del Emgf''. Lo statuto del forum è entrato in vigore a marzo. ''L'Italia è stato uno dei primi Paesi ad aderirvi, poiché mira a beneficiare del gas naturale come catalizzatore di pace e non come causa di conflitto'', prosegue.

Sul lavoro del governo egiziano per sfruttare queste risorse, l'Egitto, osserva l'ambasciatore, ''ha annunciato alcuni anni fa la sua strategia per trasformarsi in un centro regionale per il commercio e la distribuzione di energia ed elettricità nel Mediterraneo orientale''. Si tratta di ''una strategia integrata che lavora per sfruttare il grande surplus di energia elettrica e gas dell'Egitto e stabilire reti di collegamento con i Paesi vicini, in particolare con l'Ue, in modo da contribuire direttamente alla realizzazione della strategia dell'Unione europea per diversificare le sue fonti energetiche''.

Approccio globale al fenomeno migratorio

L'Egitto ''ha adottato un approccio globale che tiene conto delle diverse dimensioniper assicurare un trattamento e una gestione ottimali'' al fenomeno migratorio, ''nonché per ospitare stranieri in fuga da crisi e conflitti armati", sottolineando che il suo "è un Paese di destinazione e di transito per l'immigrazione illegale''.

"Per informarvi dell'entità dei fardelli che l'Egitto porta, soprattutto nell'ultimo decennio, che ha assistito e sta tuttora assistendo in una zona di instabilità e conflitti, il numero di rifugiati, immigrati e residenti stranieri in Egitto ha raggiunto circa sei milioni, e l'Egitto sopporta tutti gli oneri economici e le implicazioni sociali di accoglienza'', ha riferito l'ambasciatore tenendo presente che ''il Paese ha attraversato condizioni economiche molto dure durante le rivoluzioni del 2011 e del 2013''.

Primo paese a firmare nuovo accordo di rimpatrio con l'Italia

Per quanto riguarda gli sforzi condotti dal Cairo, ha affermato che "la Costituzione egiziana desidera includere nei suoi articoli l'obbligo di non discriminare in alcun modo i rifugiati e i migranti. Le politiche egiziane, sotto la direzione della leadership, si basano sull'assicurare la libertà di movimento per rifugiati e migranti e non trattenerli in campi di accoglienza chiusi e non discriminarli, fornire a loro l’istruzione, garantire assistenza sanitaria, promuovere l'integrazione e fornire le cure speciali di fronte alla pandemia di Covid-19''.

L'ambasciatore Badr ha aggiunto che "questi sforzi egiziani sono direttamente ed esplicitamente collegati alla sicurezza nazionale europea in generale e italiana in particolare, poiché nessuna nave carica di immigrati clandestini è partita dalle coste egiziane dal 2016. L'Egitto è il primo Paese a firmare un nuovo accordo di rimpatrio con l'Italia, un accordo che in seguito si è trasformato in un modello per i paesi europei da emulare e cercare di emulare con i paesi del sud del Mediterraneo''. Inoltre. osserva il diplomatico, ''l'Egitto è collegato all'Italia da quadri di cooperazione congiunta nei settori legati all'immigrazione illegale, compresa la cooperazione e la formazione congiunta nel controllo delle frontiere, la formazione sulla lotta ai crimini legati alla tratta di esseri umani, l'immigrazione illegale e il traffico transfrontaliero, che sono tutti quadri cooperativi che raggiungono l'interesse comune e sono diretti a rafforzare la sicurezza del bacino del Mediterraneo''.