Egitto, Possibile: mozione in ogni Comune per liberazione Zaky

Pol/Bac

Roma, 12 feb. (askanews) - "Si moltiplicano gli appelli per la liberazione di Patrick George Zaky, il giovane ricercatore arrestato pochi giorni fa in Egitto mentre tornava a visitare la propria famiglia. L'attenzione che è stata creata sul suo caso può fare la differenza ed evitare abusi durante la sua detenzione, che pare essere chiaramente un atto di persecuzione politica. Per questo presentare la mozione, che mettiamo a disposizione di tutti i Comuni, diventa importante e urgente. In questo momento bisogna agire prima possibile: un serio impegno del governo può essere decisivo. Ma è opportuno ricordarlo in ogni occasione". Lo dichiara in una nota la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, rilanciando l'iniziativa a favore della liberazione di Patrick George Zaky.

"Non è un mistero che l'Egitto stia boicottando da quattro anni le indagini sull'omicidio di Giulio Regeni - aggiunge Brignone - e per questo motivo è necessario mettere da parte gli interessi che ci fanno mantenere un rapporto accondiscendente verso il governo egiziano e il presidente al-Sisi. La strategia degli ultimi quattro governi, dal 2016 a oggi, non ha prodotto alcun risultato. Nessuna svolta. La Farnesina ha fatto sapere di seguire da vicino il caso di Zaky, tramite l'Ambasciata d'Italia al Cairo e di aver chiesto di inserirlo fra i casi processuali monitorati dalla delegazione Unione europea. Questo è un bene. Ma non basta: servono costanti contatti con le autorità egiziane, bisogna esercitare il diritto di visita e, soprattutto, occorre la presenza di rappresentanti italiani all'udienza del 22 febbraio".