Egitto, trovate otto mummie vecchie di 2500 anni

E’ quella effettuata da una missione di archeologi egiziani in una piramide di Dahshur, a circa 40 chilometri da Giza. (Credits – AP)

Una scoperta archeologica di grandissimo valore storico e artistico. E’ quella effettuata da una missione di archeologi egiziani in una piramide di Dahshur, a circa 40 chilometri da Giza. Qui, infatti, sono state ritrovate otto mummie risalenti al tardo periodo (664-332 a.C.), tre delle quali in ottime condizioni.

Dopo 2.500 anni in cui i sarcofagi sono rimasti sepolti e nascosti allo sguardo umano, gli archeologi egiziani li hanno riportati alla luce e soprattutto una delle “bare” che contiene la mummia è in uno stato incredibilmente perfetto. La scoperta, come detto, è avvenuta nell’antica necropoli dove erano sepolti alti funzionari e nobili.

I sarcofagi ritrovati sono tutti in pietra calcarea con le mummie ricoperte da una sorta di cartonato, fatto di gesso e papiro, perfettamente colorato. Quello meglio conservato è dipinto con le sembianze di un uomo dai grandi occhi e con abiti propri di un alto funzionario dell’epoca.

Le otto mummie sono state recuperate nell’angolo sud-est dell’area della piramide di Amenemhat II nella necropoli reale di Dahshur. E questo dà un valore speciale alla scoperta, visto che l’area della piramide del faraone Amenemhat II nei secoli è stata pesantemente saccheggiata. Il complesso piramidale di Amenemhat II, più noto col nome comune di piramide bianca, venne edificato per la sepoltura di Amenemhat II a Dahshur, più precisamente tra le due piramidi di Snefru.

Il complesso piramidale nella sua interezza si chiamava “Il Sekhem di Amenemhat”, ed è uno dei più piccoli complessi funerari costruiti, in estremo contrasto con la floridezza e la lunga durata del regno del titolare. Resta una delle sepolture più interessanti per la sua architettura di forma rettangolare allungata e per l’orientamento est-ovest, anche se il complesso è stato solo sommariamente studiato da Jacques de Morgan negli anni 1894 e 1895; oggi ne restano scarsissimi resti, poiché depredato del bianco calcare fino alla completa demolizione, dalle vicine popolazioni locali. La costruzione del complesso iniziò nel V anno, nel IV mese di akhet del regno del sovrano, che ripristinò l’antica necropoli. Alla sua edificazione presero parte anche prigionieri di guerra asiatici.

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