Eitan, lo zio: "Andremo in Israele"

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"Andremo in Israele". Così ai giornalisti Or Nirko, lo zio paterno di Eitan, il bambino unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone e poi "rapito" dal nonno, che lo ha portato a Tel Aviv. E ha continuato: "Eitan, ci manchi e ti vogliamo bene. Le nostre bimbe - ha aggiunto - tutti i giorni si svegliano e lui non c'è. Con lui abbiamo avuto solo un piccolo colloquio". 

Proprio rispetto al rapimento, lo zio ha spiegato: "Ci sono stati tanti complici, tante persone che hanno aiutato i nonni materni di Eitan a portare il piccolo in Israele. Il ruolo della nonna sì è importante. Non potevano farlo da soli. È un buon inizio che il nonno sia ai domiciliari. Siamo disposti a parlarci". Poi ha concluso: "La strada per riportarlo a casa è ancora lunga. Siamo stato contattati dalla diplomazia dei due Paesi. Mi affido alle autorità israeliane e italiane per risolvere la situazione nel più breve tempo possibile. È in gioco il suo benessere psicologico".

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Intanto, i legali del nonno Shmuel Peleg, agli arresti domiciliari fino a venerdì 17 settembre, sostengono che non gli siano mai stati notificati il divieto di espatrio e tutti i provvedimenti relativi alla vicenda Eitan dal 10 agosto in poi. 

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