"Elder prenotò per due ma arrivò solo"

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di Silvia Mancinelli  

Elder Finnegan Lee aveva prenotato la camera matrimoniale dell'hotel Le Meridien Visconti per sé e per un uomo col suo stesso cognome. Non era Gabriel Christian Natale Hjorth, insieme a lui in quella stessa stanza all'arrivo dei carabinieri all'indomani dell'omicidio, forse un parente che però nel lussuoso albergo nel quartiere Prati non hai messo piede. Lo racconta ai carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci R.A. il receptionist 62enne che il 24 luglio scorso, il giorno prima dell'omicidio del vicebrigadiere Mario Rega Cerciello era di servizio in reception dalle 15 fino alle 23.15.  

"Alle 15.30 (del 24 luglio, ndr) ho eseguito il check-in di Elder Finnegan Lee. Ricordo - racconta, sentito a sommarie informazioni il 26 luglio scorso - che la prenotazione della camera prevedeva l'arrivo di due persone e, non vedendo la seconda, gli ho chiesto se dovevamo confermare la presenza dell'altro, col suo stesso cognome, inserito nella prenotazione. Elder mi riferiva che non sarebbe giunta l'altra persona e che quindi solo lui avrebbe soggiornato presso la nostra struttura. Ho scannerizzato come da procedura il suo documento, attivato un unico badge di accesso della camera 109 e segnalato sul sistema il mancato arrivo della seconda persona". 

Ma non è finita: "Ieri (il 25 luglio, ndr), precisamente alle 10.30 di mattina, ho notato il signor Elder conversare all'interno della hall con altri due soggetti, di cui uno con la pelle nera. Non sono però in grado di poter dare una descrizione né tantomeno riconoscerli. Ricordo che è stato solo un attimo e preciso che dopo quell'occasione non ho più incrociato Elder, né tantomeno le altre due persone. Tenuto conto che la camera 109 è una matrimoniale, non escludo che il signor Elder abbia fatto accedere, in maniera abusiva, una seconda persona, che rimaneva sconosciuta alla struttura ricettiva".