Elefantessa morta

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Mentre il Paese raggiunge temperature record e continua la sua lotta contro il coronavirus, dai villaggi dell’India arrivano notizie tristi e sconvolgenti. L’ultima riguarda un’elefantessa uccisa da un ananas riempito di petardi. Dalle prime ricostruzioni, sembra che qualcuno abbia offerto il frutto all’animale, mentre vagava in cerca di cibo. Un gesto incivile e atroce, brutale e vergognoso. Per quella povera elefantessa, che nel suo grembo custodiva un cucciolo pronto a venire alla luce, non c’è stata alcuna pietà. Un’uccisione inconcepibile e sconcertante.

Elefantessa morta a causa di un ananas con petardi

Si è sempre fidata dell’uomo e non ha mai fatto del male alle persone. Si fidava di chi amorevolmente le offriva del cibo e forse persino gioiva della compagnia dell’uomo, mentre si aggirava in alcune zone del villaggio alla ricerca di un pasto. Eppure è stata tradita e per l’elefantessa incinta non c’è stato niente da fare.

All’animale pare sia stato offerto dell’ananas contenente dei petardi. Subito dopo averlo mangiato è avvenuta l’esplosione. È morta in seguito a dolori atroci e a un’agonia interminabile. Niente da fare neppure per il cucciolo che portava in grembo. La vicenda è avvenuta nella Silent Valley Forest, nel Kerala.

Mohan Krishnan è la guardia forestale che ha tentato di salvare l’elefantessa. L’uomo ha raccontato: La sua bocca era distrutta, la sua mascella era rotta e non era più in grado di mangiare dopo aver masticato l’ananas che le è esploso in bocca”. L’elefantessa è morta nel fiume Velliyar, dove aveva cercato riparo e sollievo per le gravissime ferite. Quando i soccorritori l’hanno individuata, era in piedi nel fiume, “con la testa immersa nell’acqua”. Su Facebook Krishnan ha commentato: “Sapeva che stava per morire e non ha fatto avvicinare nessuno”. “Quando l’ananas che ha mangiato è esploso, deve essere rimasta scioccata non pensando a se stessa, ma al cucciolo che avrebbe partorito tra 18 o 20 mesi”, ha aggiunto l’uomo.

Le guardie forestali hanno deciso di riportarla nella foresta per cremarla. Quindi ha tenuto a sottolineare: Non ha fatto del male a un singolo essere umano, anche quando correva in preda a un dolore lancinante nelle strade del villaggio. Non ha distrutto una sola casa. Era piena di bontà, ecco perché abbiamo deciso di darle l’addio che meritava”.