Eletto il nuovo patriarca serbo, cordiali rapporti con cattolici

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Città del Vaticano, 19 feb. (askanews) - Viene intronizzato oggi, nella cattedrale di Belgrado dedicata all'arcangelo Michele, il nuovo patriarca della Chiesa ortodossa serba, Porfirije Peric.

Sinora metropolita di Zagabria e Lubiana, Porfirije, uomo cordiali rapporti ecumenici con il mondo cattolico, è stato eletto giovedì dal Santo Sinodo. Succede al Patriarca Irinej Gavrilovic, deceduto novantenne il 20 novembre scorso per le conseguenze del Covid-19.

Il presidente della Repubblica serba, Aleksander Vucic, ha subito inviato un messaggio augurale al nuovo patriarca: "A nome della Repubblica di Serbia, di tutti i nostri cittadini di fede ortodossa, le auguro un ministero lungo e fruttuoso nella vigna del Signore per amore di Cristo, così come per l'onore del popolo serbo e dell'intera famiglia ortodossa", ha scritto il capo dello Stato. Grandi e famosi arcivescovi e patriarchi serbi, che hanno saputo preservare la fede, l'onore e l'immagine del nostro popolo in tempi difficili e hanno saputo come rispondere alle tentazioni che stavano affrontando, hanno percorso quella strada guidando il nostro popolo. E ora una responsabilità difficile ma onorevole è stata affidata a lei: preservare l'unità della Chiesa ortodossa serba e la fede tra il popolo di San Sava. Le assicuro che nei tempi a venire, la nostra Serbia insieme a lei farà del suo meglio per l'onore e il beneficio di tutte le persone di buona volontà e di vera fede e di tutti i serbi ovunque vivano, cercando di sopravvivere e di restare saldi lungo il percorso intrapreso da San Sava, Arsenije, Maksim, Georgije Brankovic, Varnava, German, Pavle e Irinej".

Tra gli ultimi interventi pubblici, il precedessore del nuovo patriarca, Irinej era intervenuto sulla annosa controversa relativa al Kosovo, sostenendo - era ottobre scorso - che il patriarcato avrebbe sostenuto i negoziati tra Serbia e Kosovo, promossi da Washington e Bruxelles, solo se il Kosovo non diventerà totalmente indipendente. "Sostengo la normalizzazione delle relazioni, è essenziale per i buoni rapporti tra i nostri popoli e se saremo invitati ad esprimere la nostra opinione parteciperemo ai negoziati", aveva dichiarato il novantenne patriarca. "Ma la Chiesa ortodossa serba può accettare solo accordi per i quali il Kosovo sia considerato parte della Serbia". In Kosovo sorgono molti monasteri storici serbo-ortodossi: una questione che si intreccia peraltro con la pudente posizione della Santa Sede in merito all'indipendenza del Kosovo.

Il Kosovo si è autoproclamato indipendente dalla Serbia nel 2008. Nel 2016 il Papa ricevette l'allora presidente del Kosovo, Hashim Thachi, in quella che il Vaticano definì una "udienza di carattere privato". Il capo dello Stato, da parte sua, riferì in una nota diffusa anche in inglese dalla presidenza kosovara di avere "invitato il Santo Padre a visitare il Kosovo nel prossimo futuro ed ha espresso il suo desiderio che la Santa Sede riconosca lo Stato del Kosovo alla prima opportunità"; e in una intervista alla RTK (Radiotelevizioni i Kosovës), affermò: "Il Vaticano ci ha accolti oggi come Presidente della Repubblica del Kosovo e ciò accade solo a livello bilaterale, il livello più alto. Non è il primo incontro a questo livello. Credo che il Vaticano prenderà ufficialmente la decisione di riconoscere il Kosovo nel prossimo futuro". Da allora nulla è mutato.

Ora la Chiesa ortodossa ha un nuovo patriarca. Porfirije Peric, 59 anni, è stato metropolita di Zagabria e Lubiana dal 2014. Conosciuto per essere una persona sensibile alla necessità di promuovere il dialogo tra serbi e croati, il nuovo patriarca ha una spiccata sensibilità ecumenica e cordiali rapporti con il mondo cattolico (è stato più volte ospite della comunità di Bose). E' il 46esimo patriarca della Chiesa ortotodossa serba (per coincidenza, s Washington si è appena insediato il 46esimo presidente, Joe Biden). L'elezione, tra tre candidati, è stata molto veloce. Il Serbian Monitor riferisce che è la prima volta che il Santo Sinodo si tiene fuori dalla sede del Patriarcato: il Tempio di San Sava è stato scelto in quanto, a causa della pandemia da coronavirus, offriva condizioni più favorevoli all'attuazione delle misure di distanziamento sociale. Il patriarcato "informerà il pubblico a tempo debito" sulla data della solenne introduzione del nuovo patriarca sul trono di Pec, storica sede della Chiesa serbo ortodossa.