Elezione del Senato: l’età minima per votare viene abbassata a 18 anni

voto-senato-18-anni

Nella giornata del 15 gennaio la commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama ha approvato un emendamento alla riforma costituzionale che prevede l’abbassamento dell’età minima per il voto al Senato a 18 anni, parificandola in questo modo a quella già in vigore per la Camera dei Deputati. Nell’emendamento, il cui primo firmatario è il senatore Dario Parrini del Pd, viene anche previsto l’abbassamento dell’età minima per essere eletti alla camera alta del Parlamento, che da 40 scende a 25 anni.

Senato: arriva il voto a 18 anni

L’emendamento presentato in commissione è stato approvato all’unanimità, mentre la proposta di legge ha ricevuto la sola astensione dei senatori di Forza Italia. Lo scorso 31 luglio il provvedimento era già passato alla Camera dei Deputati, che lo aveva approvato con 487 voti a favore, 5 contrari e 7 astenuti. La riforma così approvata parifica dunque sia l’elettorato attivo che quello passivo del Senato ai limiti di età già esistenti per Montecitorio.

Il commento di Parrini (Pd)

A seguito dell’approvazione sono arrivate le dichiarazioni del senatore Parrini, primo firmatario dell’emendamento che ha affermato: “Si tratta di una riforma epocale. Si supera la paradossale e ormai anacronistica esistenza di un ramo del Parlamento dotato degli stessi poteri dell’altro ma non eletto a suffragio universale e si dà un segnale di giustizia, di serietà e di attenzione verso milioni di giovani tra i 18 e i 25 anni che sono tuttora dei cittadini con diritti politici dimezzati. Il provvedimento andrà al più presto in Aula”.

Soddisfatto anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che sui social commenta positivamente il risultato raggiunto: “Rispettiamo gli impegni presi, avanti con il cronoprogramma delle riforme!”.