Elezioni 2013, quando si vota? Ecco le date e i candidati premier

Prima la Legge di Stabilità, poi tutti a casa. O meglio, tutti "in campo", per concorrere alle prossime elezioni politiche che decideranno il futuro premier dopo un anno di governo tecnico del professor Monti. Governo sfiduciato dal Pdl la settimana scorsa, in occasione del voto al Senato sul decreto Sviluppo portando nuovamente sul predellino Silvio Berlusconi che, in barba ad ogni progetto di primarie all'interno del centrodestra, si propone come candidato unico della coalizione.

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Una coalizione molto frammentata al momento. Non tutto l'establishment del Pdl è infatti favorevole alla candidatura del cavaliere, anche in virtù del profondo malcontento del loro elettorato in seguito alle ultime vicende che portarono proprio Mario Monti al governo. Ma Mr B. non si scoraggia, anzi è pronto, grazie anche al sostegno di una massiccia campagna mediatica, a puntare sull' "antimontismo", proponendo abolizioni di tasse e puntando sulla memoria a breve termine degli italiani. Nel frattempo, progetta alleanze con la Lega Nord - corteggiandola garantendo il suo appoggio alla candidatura di Roberto Maroni alle regionali in Lombardia - e prova anche ad attirare a sè Renzi il rottamatore, fresco di vittoria morale dopo le primarie del Pd. «Se volesse venire con noi, sappia che ai liberali tengo sempre la porta aperta». Un invito declinato dal rottamatore fiorentino con un secco «Chiudile!», rimanendo fedele al Partito Democratico.

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La data al momento prevista per le prossime elezioni è il 10 marzo 2013 e non più l'8 aprile come preannunciato giorni fa dal Capo dello Stato. C'è chi pensa addirittura al 10 febbraio. Lo ha affermato ieri il presidente della Camera, Gianfranco Fini: "E' una decisione che spetta unicamente al presidente della Repubblica ma è prevedibile che si voti a febbraio, può essere anche il 10. Dipende tutto dai tempi di approvazione della legge di stabilità".
Un'anticipazione che farebbe bene al PD, ancora nel pieno di quell'entusiasmo da primarie. I sondaggi, infatti, vedono la coalizione del centrosinistra in vantaggio, con il suo leader Bersani che può contare su una Camera ben assestata, grazie anche al premio di maggioranza. Il problema però, al solito, si pone al Senato, dove ci sarà la consueta lotta fino all'ultimo scranno e una maggioranza instabile, con i timori di un revival come nel 2010, quando il governo Prodi cadde al Senato sfiduciato da Mastella.
"Non ho paura", replica Bersani anche in merito alla notizia che il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha raggiunto nei sondaggi il 21%, invitando però gli italiani ad un'attenta riflessione sulle proprie intenzioni di voto e ragionando su un'eventuale alleanza con l'Udc per evitare contraccolpi.

Nel frattempo, Grillo prepara la sua campagna elettorale 2.0: dopo le "Parlamentarie", primarie on line che stanno portando alla scelta dei candidati da presentare alla Camera e al Senato - esclusivamente per gli iscritti al M5S - il comico genovese dichiara che il programma di governo verrà realizzato on line grazie il contributo di tutti gli iscritti alla rete. Partecipazione dal basso e democrazia diretta, questi i punti forti della campagna elettorale, in grado di attirare elettorato da destra come da sinistra, oltre alla chiara intenzione di rifiutare qualsiasi tipo di alleanza politica.
La pensa alla stessa maniera anche Oscar Giannino, giornalista politico ed economico che la scorsa settimana ha dichiarato la sua intenzione di scendere in campo con la lista "Fermare il declino", fondata sui principi di trasparenza, meritocrazia e democrazia e  - come si legge da una nota - "aperta a movimenti civici e locali, ma che escluda alleanze con partiti politici esistenti, con nuove liste rappresentate da vecchi leader e con la classe dirigente responsabile del declino del nostro paese".

In tutto questo trambusto politico, si attendono le dimissioni da Palazzo Chigi di Monti, previste tra il 17 e il 21 dicembre. Un annuncio al quale potrebbe seguire subito un altro, quello della sua candidatura come premier in queste elezioni. Il premier in carica non si è ancora espressamente dichiarato, ma molte sono le voci che confermano questa decisione, sostenuta dalla stampa estera: Il Financial Times attribuisce al professore il merito di aver ridato all'Italia stabilità e credibilità, oltre alla fiducia dei mercati, mentre l'Herald Tribune titola in prima pagina: «L'Italia si prepara ad affrontare la tempesta». Pubblicando una foto di un Monti pensieroso sopra la didascalia: «Rassegnando le dimissioni, Monti potrebbe preparare il terreno per una candidatura».

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