Elezioni 2021, Meloni: "Si poteva fare meglio, ma no sconfitta"

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"Certo, si poteva fare meglio", ma "non mi sento sconfitta", la "partita è aperta". Lo ha detto Giorgia Meloni in una conferenza stampa al Comitato elettorale di Enrico Michetti, commentando le elezioni amministrative 2021.

Numeri alla mano, ha sottolineato, "Fdi risulta primo partito del centrodestra a Roma, Bologna, Torino e Trieste". Ma "non mi interessa questo racconto che a Roma ha vinto Fdi. C'è stato un gioco di squadra. Chiederò oggi a tutti gli esponenti di centrodestra di concentrarsi su Michetti... Al di là di alcune dichiarazioni allegre, alla fine, mi pare che il risultato di Michetti sia stato il migliore". Ed ha invitato gli alleati a "lavorare di squadra" per sostenerlo. La presidente di Fdi ha annunciato che oggi sentirà al telefono Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

"Le prossime due settimane saranno fondamentali - ha rimarcato la presidente di Fdi - Con i nostri alleati possiamo fare del nostro meglio" a sostegno di Michetti a Roma in occasione del ballottaggio. "Non è una Meloni che si accolla Michetti, ma, spero, ci siano tutti ad accompagnarlo" a vincere, ha affermato.

"Io credo - ha continuato - che stiamo messi meglio degli altri. Questo tafazzismo tipico di un certo centrodestra", che si sofferma solo su "quello che non funziona", non va bene. "Quando si combatte, si deve combattere tutti insieme...". Stop a chi va "a cercare sempre il pelo nell'uovo...".

Non è mancata una critica a Conte: "Ho trovato di pessimo gusto che Giuseppe Conte, a fronte di un risultato molto significativo di Virginia Raggi, dalla quale sono lontana ma le riconosco l'onore delle armi, sia scappato ad abbracciare il candidato vincente di un altro partito in un'altra città. L'ho trovato ingeneroso e anche un po' vigliacco...".

Poi, parlando della successione al Colle: "Ho proposto e sfidato Letta a sostenere tutti insieme Draghi per il Quirinale a patto che si vada immediatamente a votare. Registro l'indisponibilità di Letta...". "Evidentemente - ha aggiunto - il Pd non è disponibile a sostenere Mario Draghi alla presidenza della Repubblica, probabilmente perché non vuole elezioni subito e non è convinto di questa grande capacità di vittoria, che pure reclama nelle conferenze stampa...".

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