Elezioni 2022, Carfagna: "Fa strano sentirmi dire che sono di Azione"

(Adnkronos) - "Fa strano sentirmi dire 'voi di Azione', mi ci devo abituare". Lo dice la ministra del Sud Mara Carfagna, intervistata a SkyTg24.

"Non ho avuto dubbi sulla scelta di Calenda, è stato l'unico ad avere detto, 'abbiamo il migliore in assoluto', lavoriamo per tenerlo a palazzo Chigi. Noi vogliamo garantire continuità e stabilità con il governo serio e responsabile di Mario Draghi".

Carfagna spiega: "Non mi candido nei collegi uninominali, ma perché l'ho chiesto io. Le prossime elezioni saranno una scelta di campo tra il fronte della responsabilità e della serietà, che vuole di nuovo Mario Draghi a palazzo Chigi, e il fronte della irresponsabilità, instabilità e sfascismo. Ma quasi 20 anni di militanza politica mia in Forza Italia non si possono cancellare con un tratto di penna, e quindi non posso essere candidata in un collegio uninominale, andando a chiedere i voti non solo dei moderati, ma anche della sinistra. E' una scelta di coerenza che ho fatto dal primo momento".

Poi, commentando le parole del leader di Fi Silvio Berlusconi sui fuoriusciti dal suo partito, osserva: "Amarezza e delusione sono reciproche, quando si lascia una casa che è stata tua per 18 anni si prova amarezza".

"Resta la gratitudine verso Berlusconi, ma la delusione è reciproca - aggiunge la ministra - perché io pensavo che Forza Italia fosse il partito della governabilità, della serietà e della responsabilità. E invece è stato l'unico partito italiano, o anche al mondo, che durante una crisi di governo non ha consultato i propri ministri".

"Dai colleghi di Forza Italia ho ricevuto tantissime telefonate, ho sentito anche Berlusconi. E' stata una telefonata sofferta ma che mi ha anche fatto piacere perché Berlusconi ha riconosciuto la bontà del mio lavoro in tutti questi anni a servizio del partito e del paese. Sarà una campagna elettorale difficile e forse cattiva, ma spero che non comprometta i rapporti personali".

"Berlusconi - aggiunge - ha preso la decisione di far cadere il governo Draghi perché Meloni e Salvini volevano andare a elezioni. Ma non c'è una convenienza per Berlusconi, Forza Italia si è ridotta a corrente della Lega, si accoda a populisti e estremisti".

"Ci danno dei traditori, ma, se tradimento è non rispettare gli impegni presi, qual è l'impegno che noi avevamo assunto con gli italiani? Quello di sostenere il governo di Mario Draghi fino alla scadenza della legislatura. Chi è venuto meno ad un impegno con gli italiani - si chiede Carfagna - io o chi ha mandato a casa Mario Draghi aprendo all'incertezza?".

Quanto al fatto di allargare la coalizione a sinistra "è un problema di Enrico Letta, il segretario del Pd ha fatto un patto con noi accogliendo tutti i punti che avevamo posto" dice la ministra per il Sud.

"Abbiamo una legge elettorale pessima che obbliga a fare un accordo elettorale, non una coalizione. Il patto Azione-Pd - spiega l'ex Forza Italia - è una pagina che ciascun liberale europeista potrebbe sottoscrivere. Se poi questo patto dovesse sconfiggere le destre e fermarne l'avanzata trionfale, bisognerà trovare dei punti di caduta, e sarà più facile trovarli con il Pd, con cui abbiamo governato nel passato".

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