Elezioni 2022, Meloni a M5S: "Niente gratis da Stato, non vendi pentole..."

(Adnkronos) - "La parola più comune che viene utilizzata nei comizi del Movimento cinque stelle è ‘gratuitamente’. Questo è tutto un programma. Comunico ufficialmente agli amici del Movimento Cinquestelle che quando lo Stato fa qualcosa non è mai gratuito, sono soldi degli italiani. Sono soldi che paghi con le tasse, sono soldi che togli da qualche altra parte, sono soldi con cui indebiti i tuoi figli, ma come si fa a dire che è gratuito. Non stai vendendo le pentole, non sei Wanna Marchi". Lo ha detto Giorgia Meloni nel comizio a Matera.

"In questa campagna elettorale - ha continuato la leader FdI - non si riesce a parlare molto di programmi concreti. E' tutto molto superficiale, è tutto basato sull'odio. E' tutto basato sulle difficoltà di una sinistra che ha paura di perdere il suo sistema di potere che vuole difendere".

''Non vengo qui a dirvi 'va tutto bene, non preoccupatevi, il futuro è radioso'. Non lo è. L'Italia non è messa in una situazione facile. Tutti i dati macro-economici lo raccontano, è fanalino di coda quasi su tutto. Noi abbiamo una pandemia che non sappiamo ancora se l'abbiamo sconfitta, una guerra nel cuore dell'Europa, abbiamo l'aumento dei costi delle materie prime e i prezzi energetici alle stelle. Rischiamo una crisi alimentare. Decisamente non è la condizione migliore nella quale governare una nazione come questa'', ha continuato.

"Ma proprio perché noi non siamo messi in una situazione facile, non ci possiamo più permettere una classe politica - ha aggiunto - che butta miliardi di euro magari per comprare inutili banchi a rotelle o per finanziare le grandi concentrazioni degli amici degli amici. Abbiamo bisogno di una classe politica che faccia poche cose fatte bene, che scelga una politica di sviluppo, che favorisca le imprese e il lavoro. Abbiamo bisogno di ricostruire un rapporto tra lo Stato e i cittadini; pari dignità tra lo Stato, le imprese e i cittadini. Non lo Stato che ti considera un suddito ma uno Stato che ti rispetta come cittadino. Non uno Stato che ti mette i bastoni fra le ruote ma che fa sistema. Usciamo da una legislatura - ha detto ancora - nella quale ci hanno detto che la povertà si aboliva per decreto, che la crescita si faceva con un decreto ma la verità è che non è lo Stato che fa i posti di lavoro. La crescita la fanno le aziende con i loro lavoratori. Quello che deve fare lo Stato è non rompergli le scatole, deve lasciare lavorare chi vuole fare. E serve un sistema di giustizia veloce che garantisca certezza del diritto e certezza della pena''.