Elezioni amministrative, vince il Pd. E ora Letta parla da 'federatore'

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Il risultato del primo turno delle amministrative è che il Pd e Enrico Letta hanno vinto. Tra due settimane si vedrà, con i ballottaggi di Roma e Torino, se i dem arriveranno a centrare il 'cappotto'. Intanto, però, la fotografia è quella di un Pd che si avvia a diventare il primo partito in molte grandi città (sfiorando il 35% a Milano) e che è nettamente la formazione più forte nel campo del centrosinistra. Il risultato consegna dunque un ruolo nuovo ai dem e al segretario Letta. Quello di 'federatore' del centrosinistra. In vista delle prossime elezioni politiche.

Il perchè lo spiega chiaro Romano Prodi, il 'federatore' per eccellenza: "Sono mutati i rapporti di forza, non è più il problema di una alleanza tra uguali, il Cinque Stelle al nord sta scomparendo, ora i rapporti saranno completamenti diversi, ora c'è un perno". Il Pd, appunto. E lo stesso Letta non lo nasconde: "Mi sento di dire che il segretario del Pd è il federatore del centrosinistra, ma lo direi anche se il segretario fosse un altro, perchè il Pd è il baricentro di una grande coalizione politica. Prima si diceva fosse Conte? Era un'altra fase politica".

Detto questo, Letta vede naturale l'alleanza con i 5 Stelle. "Vanno bene quando sono in coalizione con noi. Sarà un percorso graduale, ma di convergenza credo abbastanza naturale". Un'alleanza a cui il leader dem non mette recinti. Parla ai 5 Stelle. Ma anche a Carlo Calenda: "Le nostre strade dovranno incrociarsi", dice il segretario dem anche in ottica ballottaggio romano.

Ma il Pd che assume anche un ruolo più forte nel governo Draghi. Non a caso Letta lo evidenzia subito in conferenza stampa da Siena che lo ha eletto deputato alla Camera. Il risultato, dice, "rafforza oggi l'Italia perchè rafforza il Governo Draghi". E a Giorgia Meloni che 'provoca' i dem proponendo un patto per Draghi al Colle in cambio del voto anticipato, Letta ribatte: "Meloni ha tutto l'interesse a far cadere il governo, non riesce in Parlamento e ci prova mandando Draghi al Quirinale". Il segretario dem spazza via ogni suggestione così: "Io potrei anche dire: andiamo al voto prima possibile" visti i risultati di oggi "ma penso più all'interesse complessivo del Paese", per "vivere questo momento eccezionale con Draghi e usare bene i soldi del Pnrr, farlo con tutta la forza e non infilarsi in una fine anticipata della legislatura".

Infine, i rapporti interni ai dem. Forte del risultato delle amministrative il segretario può contare sull'appoggio di Base riformista, area guidata da Lorenzo Guerini e Luca Lotti. "Emerge la vittoria dei riformisti sulla destra, un'affermazione netta per Pd e centrosinistra. A dimostrazione - scrive il ministro della Difesa su twitter - che la responsabilità messa in campo in questi mesi è stata apprezzata e premiata dagli italiani. Ora avanti con serietà e unità".

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