Elezioni, Brunetta, con flat tax pagare meno per pagare tutti

Red/Pol

Roma, 31 gen. (askanews) - "Pagare meno, per pagare tutti: questo è lo choc fiscale che realizzeremo appena arrivati al governo. Il centrodestra unito, primo e con largo margine di vantaggio secondo tutti i sondaggi in circolazione, si appresta a vincere le prossime elezioni politiche. Con noi a Palazzo Chigi, finalmente, ripartirà il Paese, l'economia, la crescita. Ridaremo speranza ai cittadini italiani". Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato da "Il Giornale".

"La proposta principe di Forza Italia in questa appassionante campagna elettorale è la flat tax. Una vera e propria rivoluzione per il fisco, per le famiglie, per le imprese. Un nuovo modo di intendere il rapporto cittadino-Stato. Pagare meno per pagare tutti, appunto. Quanto costa la nostra flat tax? Comincio con il segnalare che Forza Italia propone di partire con una aliquota pari al 23%, e di poter fissare la deduzione fissa (o quota esente) a 12 mila euro. Ne segue un costo, relativo alla sola Irpef, pari - secondo le nostre stime - spiega l'esponente di Fi -a meno di 50 miliardi di euro, da cui detrarre le spese fiscali (deduzioni, detrazioni, etc.) relative alla stessa Irpef, il cui valore complessivo è pari a 36 miliardi circa (al netto, sia chiaro, delle detrazioni per carichi familiari e delle detrazioni per oneri di produzione del reddito che verrebbero invece riassunte nella deduzione fissa)".

"Via quindi la paccottiglia renziana che ha infestato gli ultimi anni: dal bonus cultura al bonus palestra, al bonus giardini. Strumenti con i quali si è ridotto significativamente il grado di progressività (ahi, ahi, cari amici 'de sinistra') dell'imposta, rendendola sempre più complicata e meno trasparente. Via anche tutte le pendenze fiscali degli italiani. Il loro numero è stratosferico, circa 20 milioni: un'iniziativa che da sola consentirebbe un gettito aggiuntivo intorno a 10 miliardi all'anno per almeno quattro anni e, più in generale, cambierebbe in positivo l'umore del Paese. Un reset, un nuovo inizio. Per una rinnovata fiducia tra lo Stato e il contribuente", conclude Brunetta.