Elezioni in Emilia Romagna, egemonia Pd a rischio

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Le tanto attese elezioni regionali in Emilia Romagna, in programma il 26 gennaio 2020, saranno il prossimo banco di prova per la tenuta del governo. Il Pd, Partito democratico, non può infatti permettersi di perdere una regione storicamente “rossa” e di sinistra. Dopo le sconfitte alle elezioni regionali nel 2019, con la vittoria del centro destra in Basilicata, Piemonte, Umbria, Abruzzo e Sardegna, il Pd si gioca ora il tutto per tutto.

Elezioni in Emilia Romagna, l’incognita del risultato

La candidata del centro destra è Lucia Borgonzoni mentre il candidato del Pd alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna è il presidente uscente Stefano Bonaccini. Per il momento i sondaggi danno in vantaggio Bonaccini. Il suo ruolo politico sarebbe infatti apprezzato non solo dagli elettori del centro sinistra ma anche da quelli del centro destra. Indietro invece il candidato del Movimento 5 stelle, Simone Benini.

Il Giornale ha riportato il parere del direttore dell’Istituto Cattaneo, Marco Valbruzzi. Secondo l’esperto si potrebbe considerare finita l’egemonia della sinistra nel centro Italia a prescindere dal risultato elettorale di domenica 26 gennaio. “Se gli elettori dell’Emilia-Romagna partecipassero al voto utilizzando la stessa logica con cui hanno affrontato il voto europeo dello scorso maggio, la partita per il centrosinistra, già in salita, sarebbe difficilmente recuperabile”. Questo il parere di Valbruzzi, che sottolinea però come spesso la logica di chi vota alle regionali possa non coincidere con quella del voto per le europee. Inoltre, l’amministrazione uscente guidata da Bonaccini è stata promossa dal 73 per cento degli elettori. Solo il 22 per cento ne ha dato invece una valutazione negativa.

Anche la Borgonzoni ha fatto recentemente parlare di sé, e non solo per la campagna elettorale in corso. Nel mese di ottobre la candidata del centro destra, intervistata durante una trasmissione radiofonica nazionale, aveva infatti confuso i confini dell’Emilia Romagna includendo tra le regioni confinanti anche il Trentino-Alto Adige.