Elezioni Emilia Romagna, Sala: "Lega porta alla rovina"

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"Non mettetevi nelle mani di questi qui, ci portano alla rovina...". Beppe Sala si è espresso così all'autodromo di Imola, per la manifestazione di presentazione delle liste a sostegno di Stefano Bonaccini, candidato governatore in Emilia Romagna. Il sindaco di Milano mette in guardia i romagnoli dal rischio di una vittoria della Lega. 

Per Sala non si può consegnare la Regione e il Paese a una forza politica, il Carroccio, che ''ha una visione autarchica'': ''Questi non hanno la più pallida idea di cosa sia gestire i rapporti internazionali", mentre l'Emilia Romagna come la Lombardia vivono e "prosperano con una ''dimensione internazionale''.  

"Ci tengo tantissimo che Stefano vinca. Milano e l'Emilia Romagna hanno molto in comune. Noi prosperiamo, garantiamo un futuro, se rimaniamo in una dimensione internazionale. Voglio farvi riflettere su come i nostri avversari si propongono a livello internazionale e quale sarebbe l'impatto su una regione come questa'' se vincessero loro.  

''Facciamo un po' il film di cosa sono questi qua. Questi sono quelli -ha detto il sindaco di Milano- che, un giorno Borghi e Bagnai dicono 'usciamo dall'euro', e il giorno dopo, Salvini li va a prendere per l'orecchio... Questi sono quelli che a livello europeo stanno vicino alla Le Pen. Questi sono quelli che quando vanno a Mosca, Salvini e Savoini, sembrano Totò e Peppino e lo dico con rispetto di Totò e Peppino...".  

"La settimana scorsa, al suo Congresso -ha ricordato Sala- Salvini ha definito la Repubblica popolare cinese una dittatura. Vi dico cosa succede se questi vanno al governo: la precedente console di Milano è stata rimossa per vari motivi, uno dei quali, io ne sono certo, è che non è riuscita ad evitare che io incontrassi il Dalai Lama. Dare dei dittatori a chi governa la Cina, vuol dire che se domani vanno al governo da soli, la prima cosa che la Repubblica popolare cinese fa è che ritira il suo ambasciatore".  

"Dobbiamo essere coscienti -ha concluso Sala- del rischio che questi ambigui e inaffidabili portano al nostro Paese. Questi non hanno la più pallida idea di cosa sia gestire i rapporti internazionali. Noi ci sgonfiamo come un souffle' in una visione autarchica".