Elezioni Europee. Italia mai così a destra

Alessandro De Angelis

L’Italia del 4 marzo non esiste più, sepolta nel più grande spostamento a destra della storia della Repubblica. Il governo, nel suo complesso, resta maggioranza del paese, ma con una inversione assoluta dei rapporti di forza: la Lega, che un anno fa era al 17, raddoppia raggiungendo il 33; i Cinque stelle, che un anno fa erano al 32,4, quasi dimezzano, precipitando sotto la soglia psicologica del 20, sorpassati, per la prima volta da anni dal Pd.

Si è aperta una “nuova fase”. Perché mai si era visto in Italia un blocco di estrema destra di queste dimensioni, né ai tempi della Dc, che per oltre cinquant’anni ha arginato ogni forma di “deriva autoritaria”, né ai tempi del berlusconismo, anzi allora si determinò, dopo la vittoria del ’94, un processo di “costituzionalizzazione” degli eredi del Movimento sociale, che nel lavacro purificatore di Fiuggi mondarono i retaggi di un passato ingombrante. Oggi la Lega, il secondo partito europeo per consistenza dopo la Cdu, è il primo partito sovranista d’Occidente e il suo leader ha iniziato la campagna elettorale pubblicando un libro per la casa editrice di Casa Pound e ammiccando all’elettorato neo-fascista. Sommato all’ottimo risultato di Giorgia Meloni (6,5) configura un blocco del 40 per cento, potenzialmente autosufficiente nelle urne. Destra radicale, populista, che non si definisce anti-fascista. Il vecchio centrodestra non c’è più da tempo, ma queste elezioni segnano l’approdo a una nuova configurazione, in cui ciò che resta di Forza Italia è irrilevante col suo 8 per cento, sotto la soglia psicologica del dieci. È cioè riuscita quella strategia del “prosciugamento” che Salvini ha posto in essere nel gioco spregiudicato della doppia maggioranza, al governo con i Cinque Stelle e nelle amministrative con Berlusconi: l’elettorato di centrodestra si è riversato nella Lega. L’Italia cambia colore davvero, scegliete voi se è blu o nero: con la conquista del Piemonte...

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