Elezioni, Letta: “Se perdiamo, il centrodestra avrà il 66% dei seggi e cambierà la Costituzione senza referendum”

elezioni letta
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Il segretario del PD, Enrico Letta, si è espresso in merito alle imminenti elezioni del prossimo 25 ottobre, asserendo di fare il “federatore” nel tentativo di non consegnare il Parlamento e il Paese nelle mani del centrodestra di Giorgia Meloni.

Elezioni, Letta: “Se perdiamo, il centrodestra avrà il 66% dei seggi e cambierà la Costituzione senza referendum”

Ospite a La cosa al voto su La7, il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, ha commentato l’andamento claudicante con cui procede la formalizzazione di un accordo per dare vita a una coalizione di centrosinistra in grado di tenere testa a quella di centrodestra che fa capo a Meloni, Salvini e Berlusconi.

“Se crei un’alleanza larga, con questa legge elettorale probabilmente vinci le elezioni. Se vai da solo, perdi. In questi giorni, io continuo a parlare con tutti coloro che possono far parte di una coalizione larga, in grado di essere alternativa al centrodestra”, ha spiegato il leader dem. Mi vedete fare il federatore, lo faccio per un motivo molto semplice: si decidono i destini dei prossimi 5 anni. Se non ci uniamo, il centrodestra in Parlamento avrà il 66% dei seggi che gli consentirà di modificare la Costituzione senza nemmeno passare per il referendum”.

Sul dialogo con Sinistra Italiana e Verdi, Letta ha affermato: “Stiamo discutendo con altre parti, in particolare con Sinistra Italiana e con i Verdi. Voglio fortissimamente che il Pd chiuda un accordo con Sinistra Italiana e Verdi”.

E, a proposito dell’accordo siglato con il leader di Azione, Carlo Calenda, ha ribadito: “Non sarò contento finché non saremo in grado di evitare che queste elezioni siano una partita che non comincia nemmeno. Se non avessimo fatto l’accordo ieri, non saremmo saliti nemmeno sul ring: la partita non sarebbe nemmeno iniziata. L’accordo vincola il Pd e Azione-Più Europa, l’intesa non riguarda tutti i collegi ma esclusivamente un terzo dei parlamentari da eleggere nei collegi uninominali, nei quali o c’è l’alleanza o si perde. Nei collegi uninominali non andranno i leader politici dei singoli partiti, personalità particolarmente divisive”.

I rapporti del PD con Fraianni, Bonelli e Renzi

Commentando il progetto di una ampia coalizione di centrosinistra, poi, Enrico Letta ha precisato: “Non stiamo cercando di fare qualcosa per convenienza: se loro sono uniti e noi siamo divisi. Si profila un governo guidato da Giorgia Melonisostenuto da due terzi del Parlamento. Questa legge elettorale, per come è stata costruita nel 2018, è costruita in modo tale che il voto sul simbolo di partito faccia passare chi si è unito. Io prenderei un sacco di applauso se andassi da solo, con i miei compatti, a perdere le elezioni”.

A Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, rispettivamente leader di Sinistra Italiana e Verdi, quindi, il segretario del PD ha rivolto un invito preciso: “Io domani sono a Roma tutto il giorno”.

Infine, esaminando il rapporto del PD con Italia Viva di Matteo Renzi, Letta ha rivelato: “Non c’è una mia dichiarazione in cui ci sia un veto su Matteo Renzi. Io non ho messo veti su nessuno. Renzi ha deciso di correre da solo, se dovesse cambiare idea io sarei pronto ad incontrarlo. C’è ancora tempo? C’è ancora tempo”.

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