'Nicola, trova l'intesa con il M5S', l'appello del popolo dem

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Elezioni? No grazie. Il popolo dem è compatto e lancia un accorato appello al suo leader: sì a un accordo con i Cinquestelle per scongiurare il ritorno alle urne, affinché il Paese non finisca ancora una volta "in mano alle destre e Salvini". Ed è così che, sui social, i militanti del Partito democratico decidono di rivolgersi direttamente al segretario, chiedendo di evitare "paletti fin troppo rigorosi" nella trattativa per la formazione di un eventuale nuovo governo e di cogliere invece l'occasione "per liberare finalmente l'Italia" dal "fardello" di quel "fascista lì". Salvini, nello specifico, talmente temuto e odiato da far dimenticare "persino gli insulti dei 5S" che fino a ieri "ci hanno chiamato il partito di Bibbiano". D'altra parte, dicono, "è il momento di essere responsabili", e se tocca "sacrificarsi per il bene del Paese", ben venga "anche un accordo con chi ci ha ingiuriato finora. Così finalmente capiranno - sottolineano - la differenza abissale fra noi e loro". 

Ma nei commenti al leader dem non c'è spazio solo per gli appelli. La chiusura di Zingaretti al taglio dei parlamentari non piace a buona parte dei militanti, che avvertono e, soprattutto, minacciano: dire di no sarebbe infatti "una follia", "uno sbaglio enorme", "da pazzi", mentre l'ostinazione del segretario puzzerebbe per molti "di vecchia politica" e di "attaccamento alla poltrona", atteggiamento che costerebbe ai dem più di qualche defezione. "Se fai saltare tutto, scordati il mio voto", "fai un passo indietro o il pd non avrà mai più il mio voto", "con questa mossa ti giochi ogni possibilità di vittoria", gli avvertimenti di quelli - tantissimi - che sperano in un "ravvedimento" del leader "prima che sia troppo tardi". La posta in gioco, per tutti, è infatti "il futuro del Paese", troppo perché Zingaretti non accetti di trattare e, nel caso, di cedere a chi in ogni caso "ha la maggioranza dei seggi in Parlamento". "Nicola ti prego - l'appello comune - trovate un'intesa. Avete sbagliato già una volta, non commettete lo stesso errore una seconda. Governate e fatelo bene", dicono, perché "il voto stavolta può aspettare" ma l'Italia "non può più".