**Elezioni: Pd, 'fu Conte a varare spese militari che contesta, a che livello è arrivato'**

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Roma, 9 set. (Adnkronos) – "Il Giuseppe Conte che oggi sale sulle barricate in nome del pacifismo antimilitarista è per caso un omonimo di quel Giuseppe Conte che in Consiglio dei Ministri, da capo del governo, votò e fece votare l’istituzione del Fondo Investimenti Difesa i cui decreti attuativi sono oggi in emanazione?". Così Enrico Borghi del Pd.

"E quel Giuseppe Conte oggi veemente contro il blocco degli investimenti militari è lo stesso leader di quel partito – il Movimento 5 Stelle – che per due volte ha votato uno stanziamento di 12,5 miliardi in 16 anni con il governo Conte II e 12,5 miliardi con il governo Draghi? Siamo in presenza di casi di omonimia, di sdoppiamento della personalità o semplicemente di furbizie pre-elettorali?".

"Non siamo in alcun modo in presenza dello stanziamento di nuovi fondi, caro avvocato: siamo in presenza di strumenti attuativi (i cosiddetti DPP) di fondi per la Difesa che ha fatto stanziare anche lei, in quanto fondi già assegnati nelle precedenti leggi di bilancio e tutti votati come un sol uomo dai grillini nei vari passaggi parlamentari".

"Peraltro il Fondo Investimenti Difesa, oltre a rendere moderna la dotazione dei nostri militari che certo non possono andare nelle missioni internazionali con strumenti obsoleti, è stato creato per seguire le indicazioni della Corte dei Conti in materia di efficienza ed efficacia della spesa, sottraendo gli investimenti militari dalla occasionalità e da sacche di inefficienza attraverso una programmazione pluriennale", continua Borghi.

"I programmi che vanno all’esame della commissione martedì sono sei e valgono complessivamente per il triennio del DPP in esame 431 milioni (non 10 miliardi, avvocato!). Si tratta di programmi contenuti nel DPP, e nello schema generale dei programmi slegato al DPP, già trasmessi e assentiti dal Parlamento. Queste sono le schede descrittive dei singoli programmi che devono semplicemente avere il parere delle Commissioni difesa, senza nuovi e aggiuntivi impegni di spesa rispetto a quanto già finanziato con le leggi di bilancio (in particolare con i fondi pluriennali per la difesa, che hanno valenza di 15 anni, istituiti e finanziati sia del governo Conte II che del governo Draghi)".

"Chiaramente trattandosi di programmi pluriennali hanno uno sviluppo a 5-10-15 anni, si tratta di programmi che nei da qui al 2034 valgono complessivamente 6 miliardi che sono finanziati per tranche successive con i prossimi DPP triennali in parte già coperti con i fondi pluriennali e in parte con le prossime leggi di bilancio. Questa modalità di speculare così, per fini biecamente elettoralistici, sulla sicurezza delle nostre forze armate e del nostro Paese dà la cifra del livello cui è arrivato l’ex presidente del Consiglio".