Elezioni politiche 2013: Berlusconi e gli altri candidati

Entra nel vivo la corsa alle elezioni politiche 2013. I partiti italiani si stanno già muovendo, i leader mostrano appoggio al Governo Monti, ma intanto si preparano ad archiviare l'esperienza tecnica. Ma cosa sta succedendo in Italia e quali sono le ipotesi più plausibili per le candidature e le coalizioni?

Monti non si candida. Forse. Ha escluso un governo Monti bis e ha negato l'intenzione di entrare nell'agone elettorale. Eppure. Eppure sia da destra sia da sinistra si inizia a tirare il premier per la giacchetta. Berlusconi sa che deve riguadagnare credibilità e una candidatura di Mario Monti a capo di una coalizione di centrodestra ridarebbe quella verginità perduta al Pdl. Dall'altra parte, Bersani non vuole sprecare due anni di appoggio al governo tecnico e potrebbe evitare lo stillicidio delle primarie appoggiando un Monti bis, magari all'interno di una Grosse Koalition. Ma l'ipotesi più credibile, analizzando le parole di Mario Monti, è quella di un premier che si metterebbe in disparte – momentaneamente – per poi puntare al Colle per il dopo Napolitano.

Berlusconi sfiducia Alfano. E' la battuta che circola per le stanze del centrodestra: “Alfa, no”. Il delfino del Cavaliere ha deluso in questi ultimi mesi, mostrando un'assenza di carisma e di capacità di bucare lo schermo tanto cari e fondamentali per Berlusconi. A ciò si aggiunga il tracollo del Pdl nei sondaggi, mentre l'ultima rilevazione pubblicata dal Corriere parla chiaro. Un Pdl a guida Alfano non arriva al 10% dei voti, Alfano premier e Berlusconi presidente del partito lo porterebbe al 18%, mentre la discesa in campo dell'ex premier in prima persona potrebbe valere il 30% dei voti alle prossime elezioni. Dati da prendere con le molle, ma numeri che stanno convincendo sempre più Berlusconi che senza di lui sarebbe il diluvio. Ipotesi concreta, dunque, quella di un Silvio Berlusconi di nuovo candidato alla presidenza del Consiglio, con Alfano che potrebbe prenderne il posto a metà mandato. Il tutto, però, cambiando nome. Addio Pdl e ritorno a un nome che ricordi il più vincente Forza Italia.

Pd, primarie e caos. Si confermano, come lo è sempre stato storicamente, le alleanze il grande problema del centrosinistra e del Partito Democratico. Udc o vendoliani? Di Pietro o Casini? Unire in un unico progetto gli eredi della Democrazia Cristiana e Sel e Idv appare utopico. Lo hanno ribadito più volte sia Vendola sia Di Pietro, mentre la svolta a sinistra di Casini ha già spaccato quel Terzo Polo che appare morto prima ancora di nascere. Poi c'è la questione primarie. Con Pierluigi Bersani candidato naturale, si affiancano al suo nome altre ipotesi che rischiano di portare il centrosinistra allo stillicidio prima ancora di arrivare al voto. La corrente del sindaco di Firenze Renzi rappresenta un'opposizione “da destra” molto pericolosa per il Pd, mentre aprire le primarie ai leader degli altri partiti porterebbe a sfidarsi nomi importanti. E gli attacchi che vi sarebbero durante la campagna elettorale per le primarie potrebbero ingigantire quel solco già presente tra Pd, Italia dei Valori e Sel. Insomma, è tutto in alto mare a sinistra e la paura, che inizia a serpeggiare nell'ambiente, è quella di perdere una tornata elettorale sulla carta già vinta. Ecco perché Bersani non esclude a priori la possibilità di una grande coalizione anche per il dopo Monti.

Effetto Grillo. Centrodestra e centrosinistra, poi, devono fare i conti con il Movimento 5 Stelle. Il successo dei grillini nelle ultime tornate amministrative è stato un campanello d'allarme per i partiti tradizionali e ora si cerca di capire quale sia il potenziale del Movimento a livello nazionale. Gli ultimi sondaggi, che però sono di un mese fa circa, indicano il partito di Beppe Grillo accreditato del 20% dei voti circa. Un bacino elettorale che rischia di rendere ingovernabile il Paese per qualsiasi coalizione non decida di allearsi con il M5S. E qui nasce un altro problema. Né i grillini né le due possibili coalizioni attuali sembrano intenzionati ad allearsi, inoltre i sondaggi danno il Movimento sempre in crescita e bisognerà capire, tra un anno, come si posizioneranno le 5 Stelle nel panorama italiano. Ecco, dunque, che la possibile Grosse Koalition sponsorizzata da Giorgio Napolitano prende sempre più forma. Con l'esclusione, a questo punto, di Idv, Sel, M5S e Lega Nord.

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