Elezioni regionali, M5S pensa a 'team' locali

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di Antonio AtteIl tempo stringe e i vertici grillini non hanno ancora deciso se presentare o meno il simbolo del M5S alle consultazioni che il 26 gennaio si terranno in Emilia Romagna e Calabria. In ballo però ci sono anche altre Regioni al voto (Campania, Puglia, Liguria, Marche, Toscana, Veneto) e per questo, apprende l'Adnkronos da fonti parlamentari, il M5S starebbe pensando a una sorta di 'team'. Anche se l'ipotesi non trova conferma nei vertici, si parla con insistenza di un referente per Regione (per esempio, il capogruppo in Consiglio regionale) affiancato da un parlamentare di quel territorio, con il compito di sondare il terreno per una eventuale corsa del Movimento alle competizioni elettorali del prossimo anno. Ad esempio, i campani avrebbero già individuato in Salvatore Micillo il proprio uomo.  

In settimana Luigi Di Maio vedrà di nuovo gli eletti emiliano-romagnoli e calabresi per decidere il da farsi. L'ipotesi forfait nella Regione governata dal dem Stefano Bonaccini è più viva che mai, soprattutto alla luce dei recenti sondaggi che vedrebbero il M5S ben al di sotto della soglia del 10 per cento (la forchetta oscillerebbe pericolosamente tra il 5 e il 7 per cento).  

Per quanto riguarda la Calabria, invece, il capo politico pentastellato preferirebbe ascoltare chi sul territorio ha un suo radicamento. E' in quest'ottica che verrebbe presa in considerazione la posizione di Nicola Morra per decidere se presentare la lista o meno. Ai microfoni di 'Unomattina', il titolare della Farnesina ha fatto capire chiaramente che il Movimento non ha intenzione di buttarsi a capofitto in nuove pericolose avventure elettorali. 

"Come è sempre stato per il M5S, dove siamo pronti ci dobbiamo presentare", mentre "dove abbiamo delle difficoltà perché magari i gruppi non sono pronti, non c'è nessun problema a dirlo ai cittadini. Noi siamo nelle istituzioni da sei anni, non di più. Siamo una forza politica giovane", ha ricordato Di Maio. 

Domani sera il leader grillino vedrà i deputati in assemblea: all'ordine del giorno c'è la legge di bilancio. Ed è proprio a Montecitorio che in questo momento si nascondono le grane più insidiose per il M5S. Oltre ai vari focolai di malcontento, resta da sciogliere il nodo dell'elezione del capogruppo, che si trascina da oltre un mese.  

Per uscire dall'impasse, in vista della nuova votazione di mercoledì, i pentastellati si sono affidati a un metodo 'maieutico'. Prima di procedere con la votazione vera e propria, i grillini hanno avviato una sorta di pre-consultazione: in pratica a ogni deputato sarà consegnata una scheda bianca, sulla quale ognuno potrà esprimere la sua preferenza indipendentemente dai candidati in campo. In questo modo si prova a verificare l'esistenza di figure in grado di raccogliere un consenso 'spontaneo', uscendo così dallo schema delle cordate che finora hanno prodotto solo fumate nere.