Elezioni, Serrentino: scelta candidati offesa a intelligenza elettori

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Image from askanews web site
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Roma, 13 ott. (askanews) - "Ci troviamo in piena campagna elettorale per i ballottaggi alle amministrative del 17 e 18 ottobre in città importanti come Roma, Torino e Trieste, ma le urne, all'esito del primo turno di voto, hanno comunque emesso alcuni verdetti. Tra questi, l'astensionismo in forte ascesa è sicuramente il più allarmante. La sua giustificazione, e la più gettonata, poggia su una certa disaffezione nei confronti della politica, che non sa parlare ai cittadini e non intercetta più i loro bisogni reali. Ma tra gli elettori c'è chi, invece, punta il dito contro una classe di politici inconsistenti, impreparati, spesso screditati, ovvero, più civilmente, trova nell'offerta politica ovvietà, banalità, programmi sovrapponibili e spesso irrealizzabili"

Lo scrive Roberto Serrentino, direttore di Dimensione Informazione, nell'editoriale dell'ultimo numero del mensile di politica, economia e società.

La sintesi, per Serrentino, "è che un italiano su due non va a votare" e alle motivazioni "concorre anche la scelta di candidati che, certamente maestri nella loro sfera di competenza professionale, nulla hanno avuto a che fare nella propria formazione e percorso di vita con la politica. Mai un impegno diretto, mai una candidatura, neanche alle elezioni nei Municipi".

"Se la politica e, nello specifico, i partiti non sono in grado di esprimere nomi credibili, è pur vero che esistono elettori che si limitano a votare il candidato indicato dal partito o dalla coalizione cui si riconoscono, magari, come spesso si dice, turandosi il naso, ma di certo non sarà quel candidato a fare la differenza (com'è stato dimostrato), non riuscendo a intercettare il consenso degli indecisi che, anzi, saranno ancor più decisi a non votarlo, ovvero a non votare. Peraltro, è lo stesso partito che lo designa a palesarsi privo di una classe dirigente adeguata", prosegue Serrentino.

Il cosiddetto candidato della società civile, per essere apprezzato, "deve avere un vissuto di impegno pubblico, acquisito competenze e dimostrato di essere un buon amministratore. Deve aver assunto impegni diretti anche nell'associazionismo, nel volontariato o rappresentanza ad alti livelli, altrimenti è decisamente meglio candidare il politico di professione".

Quindi, conclude Serrentino, "non si ingannino gli elettori e non si offenda la loro intelligenza. La politica non è qualcosa di astratto o evanescente, che consente ai politici di prenderne le distanze e dire che oggi non interessa più, o non dà risposte, o è lontana dai cittadini". L'auspicio è che "con buona dose di ottimismo, queste ultime elezioni amministrative siano state di monito per i partiti e che si abbia finalmente un salto di qualità nelle prossime candidature proposte e nell'offerta dei programmi, così da dare più sostanza alla rappresentatività della nostra democrazia".

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