Elezioni Umbria, le tre sfumature della foto di Narni

Giuseppe Alberto Falci
Narni

NARNI - La fotografia iniziale dice tutto. State attenti all’orologio. A Narni, Roberto Speranza, ministro della Salute e leader di LeU, si presenta per primo. Sono le 10 e 30. Forse Speranza è il più voglioso di farsi immortalare con il trio delle meraviglie - Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti - nel nuovo ritratto del campo progressista in salsa giallorossa. Eccolo allora in via Garibaldi, a Narni, Speranza, puntuale come un orologio svizzero. Indossa un abito, una cravatta a pois, si spara un selfie con il sindaco e con il candidato alle regionali Vincenzo Bianconi. Passano pochi minuti ed ecco materializzarsi Nicola Zingaretti. I due, Speranza e Zingaretti, hanno feeling, si stringono la mano, e poi si appartano per conversare qualche minuto. 

Scoccano le 11. È l’ora prevista per l’inizio della conferenza stampa dell’attesa foto di Narni, con il nuovo centrosinistra unito. Ma non c’è ancora traccia né del premier, né tantomeno del ministro degli Esteri. In quel momento la sala dell’Auditorium San Domenico, ex Chiesa del 1200 che è stata la prima cattedrale della cittadina, circa duecento a posti a sedere, addobbata per le grandi occasioni, con tanto di addetti che cambiano la scenografia. Una sala evocativa che unisce passato e presente, “il medioevo e la tecnologia”, nella spiegazione del commissario dem in Umbria, Walter Verini. Sul palco il tavolone prima c’è e poi sparisce. Alla fine restano cinque sedie e uno schermo enorme che proietta l’immagine del palco. In quell’istante la sala è già piena. Enzo, un ex elettricista, narnese doc, è lì da mezz’ora. “La vedo male”, allarga le braccia. “Io ho 70 anni, sono stato nel Pci fino alla fine, poi nel Pds, poi nei Ds, e adesso sono qui nel Pd. Ma non bisogna adagiarsi...”. Una signora tutta ingioiellata, la borsa griffata, appena uscita dal parrucchiere per l’occasione, si mostra sicura: “Io sarei stata contraria. Meglio con i cinquestelle che con...

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