Elezioni Umbria, Salvini: "Conte principe delle supercazzole"

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"Domenica 27 ottobre non sarà una domenica come le altre, resterà nella storia come la festa della liberazione del popolo umbro". Lo ha detto Matteo Salvini sul palco della Lega a Terni, chiudendo la campagna elettorale per le regionali. "Vi do la mia parola, al governo del paese ci torniamo dalla porta principale col voto degli italiani", ha continuato il leader della Lega, che poi ha scherzato: "Siamo tanti quasi quanto quelli che erano da Zingaretti...". 

Poi l'affondo a Conte, "il principe delle supercazzole". "Oggi c'era casualmente mezzo governo a Narni... ho visto Conte, il principe delle supercazzole, dire al Tg5 'non sono in qui in campagna elettorale'. No, stava andando a Berlino e ha incontrato in Autogrill Zingaretti e Di Maio... Domenica gli date una lezione di democrazia che se la ricordano finché campano", ha affermato. "Conte è riuscito a far incazzare due popoli: gli umbri e i leccesi", ha poi aggiunto in riferimento alle parole del premier sul voto di domenica. 

Ma Salvini non risparmia neanche Grillo e Di Maio. "Solo un cretino come Grillo può sparare una cazzata come togliere il diritto di voto agli anziani e ai pensionati. Lo toglierei ai delinquenti il diritto di voto", ha affermato rivolgendosi al comico genovese. Quanto al suo ex alleato di governo ha ironizzato: "Tranquilli, ci pensa Giggino. Scrisse agli operai della Whirlpool di Napoli 'non perderete nemmeno un posto di lavoro', infatti dal primo novembre ne perdono mille".  

Ma con il voto di domenica 27 ottobre, ribadisce, "inizia una marcia per la democrazia" e poi "li mandiamo via da Roma". E una volta tornati al governo "i confini non li controlliamo, li sigilliamo", promette. 

Tutti in fila per un selfie - Dopo il comizio il leader della Lega nemmeno questa volta si è sottratto alle foto di rito con i simpatizzanti leghisti, che si sono messi in coda per avere uno scatto con il 'Capitano', il quale, al termine del suo intervento, ha scherzato: 'Volete una foto con Di Maio?'. Variegata la playlist di canzoni che hanno scaldato la piazza (piena) di Terni, da Ligabue a Vasco, dai Lunapop ai Ricchi e Poveri, passando per le note di 'Un'estate italiana', l'inno delle notti magiche di Italia '90.