Elezioni Umbria, Salvini a Porta a Porta: “C’è aria di cambiamento”

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All’indomani delle elezioni regionali in Umbria, Matteo Salvini è ospite del salotto di Porta a Porta per parlare della schiacciante vittoria del centrodestra a guida sovranista contro l’asse governativo Pd-M5s. Il leader della Lega è intervenuto nel programma di Bruno Vespa parlando di un’impresa storica e anticipando come potrà essere il primo di una serie di successi in quelle che sono le cosiddette regioni rosse d’Italia.

Elezioni Umbria, parla Salvini

Ospite su Rai 1, il leader del Carroccio ha aperto il suo intervento parlando della vittoria alle regionali umbre come di una richiesta esplicita degli italiani di voltare pagina: “O gli umbri non hanno capito che ci sono dei geni al governo, o evidentemente al governo non ci sono dei geni. […] In Umbria c’era una forte aria di cambiamento, di freschezza. E sento la stessa aria in Emilia-Romagna. […] Voto ha valenza nazionale? Questa è un’impresa storica, è un chiaro dato politico, in una terra in cui ha sempre vinto la sinistra”.

Salvini poi lancia una frecciata nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che secondo un’inchiesta del Financial sarebbe implicato in un caso di corruzione finanziaria su un fondo d’investimento vaticano con conseguente conflitto di interessi: “Conte si deve guardare sia dalle elezioni, ma anche dalle inchieste, dal Financial Times, dagli 007, dagli americani, dai Servizi segreti”.

I malumori nel governo

Nel corso dell’intervista, Matteo Salvini si sofferma inoltre sui malumori che attraverserebbero la maggioranza governativa, impegnata in continui attacchi tra Pd e M5s: “Gli italiani non meritano di restare ostaggio di una maggioranza che si scanna ogni giorno. […] Mi domando, ma se ad un mese dalla nascita del governo si stanno scannando, come potranno andare avanti per altri due anni? […] Non possono andare avanti così, oggi Luigi Zanda ha dato dell’analfabeta a Di Maio. […] Ora la gente capisce perché dopo 14 mesi ho detto basta a M5s”.

In merito invece ad un eventuale crisi di governo nel breve periodo ed alla possibilità che possa salire a Palazzo Chigi un premier tecnico, il leader leghista manifesta il suo dissenso: Via Conte e arriva Draghi Premier? Non stiamo parlando della panchina del Milan, va via Giampaolo, arriva Pioli. Stiamo parlando dell’Italia. Le elezioni fanno così paura? […] Sono esterrefatto dall’arroganza con cui Renzi, Zingaretti, Conte e Di Maio trattano gli italiani. Dicono che non vanno d’accordo su nulla, ma non vanno ad elezioni e stanno al governo perché hanno paura di andare a casa e che vinca la Lega”.