Elezioni Usa, ballottaggi Georgia: nuovo duello Biden-Trump

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A decidere le sorti dei ballottaggi che si svolgeranno martedì prossimo in Georgia, per eleggere i due senatori dello stato e decidere quindi quale dei due partiti controllerà il Senato, contribuirà un nuovo duello, a distanza, tra Donald Trump e Joe Biden. Proprio in uno degli stati dove il presidente uscente ha contestato, e continua a contestare, con più vigore la sconfitta elettorale. Tanto che negli ultimi giorni ha chiesto le dimissioni del governatore, il repubblicano Brian Kemp, colpevole di "rifiutarsi di riconoscere che ho vinto alla grande in Georgia".

A sostegno degli sfidanti democratici, Jon Ossoff ed il reverendo Raphael Warnock, Biden lunedì parteciperà infatti alla chiusura della campagna lunedì ad Atlanta, la roccaforte democratica dello stato dove ha riportato la prima vittoria di un candidato presidenziale democratico dal 1992.

Mentre nelle stesse ore Trump sarà a Dalton per il comizio conclusivo a Dalton in favore dei due senatori David Perdue e Kelly Loeffler, impegnati in un duello all'ultimo voto per difendere i seggi. Non è però certo che Perdue potrà partecipare al rally, dal momento che ieri ha annunciato di essersi messo in quarantena a seguito di un contatto con una persona positiva al Covid.

I sondaggi degli ultimi giorni descrivono accaniti testa a testa: secondo la media dei sondaggi di FiveThirtyEight Perdue ha un vantaggio dello 0,4% sul democratico Ossoff, mentre il democratico Warnock è in testa rispetto a Loeffler dello 0,5%. Ma negli ultimi giorni l'ottimismo dei democratici è andato crescendo di fronte ai numeri record -del voto in anticipo - che due giorni fa aveva superato i 2,5 milioni - tradizionalmente in loro favore, sia che si tratti di voto per posta che di voto in anticipo.

Segnali positivi per i dem arrivano anche dal fatto che gli elettori afroamericani - che sono stati la chiave della vittoria di Joe Biden nello stato - si stanno presentando alle urne in percentuali ancora maggiore di quelle di novembre e che il voto in anticipo si sta registrando soprattutto in distretti a maggioranza democratica.

Nelle scorse settimane i partiti hanno investito milioni di dollari sui propri candidati perché la posta politica in gioco è molto alta: se entrambi i candidati democratici riusciranno ad imporsi martedì prossimo, al Senato si arriverà ad una situazione di parità, 50 a 50, che di fatto darà ai dem la maggioranza, perché sarà la vice presidente Kamala Harris ad esprimere il voto nelle situazioni di stallo.

Una maggioranza democratica al Senato renderebbe tutto più facile ovviamente a Biden che potrebbe contare, almeno per i primi due anni di governo, sul controllo dell'intero Congresso. Per questo i repubblicani, che hanno la maggioranza al Senato dal 2014, sanno di non poter perdere entrambi i seggi.

E sono allarmati dal fatto che la propria base elettorale possa disertare le urne a seguito dei durissimi attacchi che Donald Trump ha lanciato nelle ultime settimane contro l'ammiinistrazione, repubblicana, della Georgia colpevole, a detta del presidente, di non aver sventato il complotto che ha permesso a Biden di "rubargli" la vittoria nello stato.

I due candidati repubblicani sanno benissimo che il loro destino elettorale è nelle mani di Trump - e nel messaggio che darà alla sua base nel suo comizio di lunedì, durante il quale, con ogni probabilità, ripeterà le accuse e gli attacchi al governo repubblicano dello stato.

"Amo il grande stato della Georgia, ma gente che l'amministra, a partire dal governatore al segretario di Stato, sono un disastro, non hanno idea o peggio", ha scritto in un tweet nei giorni scorsi, poco prima di quello con cui ha poi chiesto esplicitamente le dimissioni di Kemp.

Senza contare che ora Trump è anche in rotta con la leadership nazionale repubblicana, accusata di essere "debole e codarda", per il veto al bilancio del Pentagono e la questione degli aiuti economici anti Covid. Ma soprattutto in vista del 6 gennaio giorno in cui si prevede che si svolgerà senza grandi sconvolgimenti la sessione a Camere riunite del Congresso per ratificare la vittoria di Biden.