Elezioni Usa, chi c'è dietro la strategia di Trump

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Le nuove mosse legali della campagna di Trump contro la vittoria elettorale di Joe Biden, rientrano nella strategia di Rudy Giuliani, che nei giorni scorsi ha assunto la guida della battaglia dei ricorsi, che ha convinto il presidente Trump che la linea da seguire è quella di ritardare in tutti i modi le certificazioni finali negli stati chiave per mettere in dubbio così la vittoria di Biden. Secondo fonti repubblicane, citate dal Washington Post, lo stesso Giuliani sarebbe conscio che il cammino legale è impervio. Ma insiste sull'obiettivo politico, ritardare l'annuncio ufficiale dei risultati e quindi gettare dubbi sulla vittoria del democratico, come prova anche il fatto che Giuliani, affermano sempre fonti, sarebbe in contatto regolare con Stephen Bannon, il controverso ex stratega di Trump, artefice del suo successo elettorale del 2016, finito in manette ad agosto per frode. E nelle scorse settimane bandito da Twitter per aver detto che Anthony Fauci dovrebbe essere decapitato.

Giuliani "è pazzo e veramente crede a quello che dice Bannon", sintetizza una fonte repubblicana. Da parte sua Bannon nel suo podcast, ieri ha detto che Trump deve chiedere ai repubblicani di bloccare la certificazione del voto, cosa che in effetti il presidente avrebbe fatto telefonando di persona, secondo quanto rivelato da alcuni media, ai due funzionari della contea di Detroit.

In questo quadro rientra la richiesta di un conteggio parziale in Wisconsin, per il quale la campagna di Trump ieri ha versato 3 milioni di dollari, il ricorso federale presentato oggi in Michigan, e la nuova versione del ricorso in Pennsylvania. Nel ricorso in Pennsylvania si fa riferimento alla possibilità che sia l'Assemblea legislativa dello Stato, ovviamente controllata dai repubblicani, di aggiudicare i voti elettorali, una possibilità che non è prevista dalla legge dello Stato. Come non lo prevede il Wisconsin, o gli altri stati chiave.

Nonostante questo, Giuliani ha convinto Trump ed i suoi alleati di fare pressioni su repubblicani in questi stati per cercare di bloccare il processo di certificazione e Trump sta sostenendo questo piano, rivela il Post sottolineando come il presidente si stia appoggiando su Giuliani, ed i consiglieri Jenna Ellis e Jason Miller, e non dia più ascolto al suo iniziale team legale. Anche perché molti degli avvocati inizialmente coinvolti hanno preso le distanze dalle dichiarazioni del presidente e lasciato l'incarico.

Senza contare il ritorno in scena di Bannon, che sta preoccupando molti repubblicani: "Giuliani sta trasformando questa cosa in una pagliacciata e Bannon non ha mai avuto un piano, lui pensa di essere il distruttore in capo", afferma lo stratega repubblicano Scott Reed. Giuliani e Bannon avevano collaborato nelle ultime settimane di campagna elettorale nel cercare di montare il cosiddetto Huntergate, intorno alle mail compromettenti che sarebbero state trovate in un computer abbandonato dal figlio di Biden in un negozio di riparazioni del Delaware.