“Elezioni Usa importanti, ma a fare la differenza sui mercati sarà il vaccino”

Leo Campagna
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“Elezioni Usa importanti, ma a fare la differenza sui mercati sarà il vaccino”
“Elezioni Usa importanti, ma a fare la differenza sui mercati sarà il vaccino”

Le imminenti elezioni presidenziali USA avranno implicazioni sui mercati, ma secondo Joseph V. Amato (Neuberger Berman), a spostare l’ago della bilancia degli investimenti sarà il vaccino contro il Covid-19

Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti avranno importanti implicazioni per gli investitori ma ci sono diverse ragioni che fanno pensare che a fare la differenza nei mercati saranno probabilmente le notizie sul vaccino per il coronavirus. Lo sottolinea Joseph V. Amato, President and Chief Investment Officer – Equities di Neuberger Berman, convinto che nelle prossime 10 settimane potranno esserci sviluppi determinanti sulla lotta alla pandemia.

I TRE APPROCCI FONDAMENTALI PER DEBELLARE IL COVID-19

Certo, ammette il CIO Equities, al momento se in Asia e in altre aree geografiche la situazione sul fronte virus è migliorata, con tassi di ricovero e di decesso perlopiù in calo rispetto a marzo e aprile, proseguono e, anzi accelerano, i casi di contagio in Europa e in Nord America. Tuttavia, i tre approcci fondamentali per debellare il Covid-19 (i trattamenti a base di anticorpi, i trattamenti antivirali e i vaccini) evidenziano sviluppi promettenti.

TRATTAMENTI ANTIVIRALI E A BASE DI ANTICORPI

Su queste terapie sono di estremo interesse le opinioni espresse da Terri L. Towers, Senior Research Analyst di Neuberger Berman per il settore farmacologico e biotecnologico. “Le notizie sui trattamenti antivirali e a base di anticorpi sono state piuttosto contrastanti. A fronte di alcuni risultati incoraggianti ed estremamente positivi sull’uso dei trattamenti ad anticorpi monoclonali nelle fasi iniziali del COVID-19 (ad esempio il Regeneron di Eli Lilly), altri aspetti sollevano non pochi dubbi", fa sapere Terri L. Towers. Il riferimento è, per esempio, alla recente sospensione di uno studio congiunto sull’anticorpo di Eli Lilly e sull’antivirale di Gilead (Remdesivir), dovuta apparentemente a motivi di sicurezza, che confermerebbe i timori sull’utilizzo della terapia ad anticorpi monoclonali in pazienti in cui la malattia è in stadio avanzato.

ATTESA PER I VACCINI MRNA

Le aspettative sui vaccini sembrano più incoraggianti. Già questa settimana potrebbero essere diffuse importanti informazioni sulla sicurezza ed efficacia del vaccino mRNA di Pfizer e BioNTech, che, secondo L. Towers, potrebbe registrare livelli di efficacia del 65% se non superiori, quindi ben al di sopra del 50% fissato dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti per disporne l’autorizzazione all’uso. Se tutto procedesse per il meglio, Pfizer potrebbe fare richiesta per un utilizzo di emergenza ad inizio dicembre, se non addirittura a fine novembre. “Le tempistiche sono analoghe per il vaccino mRNA di Moderna. Per i primi di novembre dovrebbero arrivare i dati inerenti alla sperimentazione clinica e la casa farmaceutica prevede di produrre 200 milioni di dosi quest’anno e un miliardo nel 2021, ottenendo l’autorizzazione a un utilizzo di emergenza ai primi di dicembre”, specifica L. Towers.

I VACCINI TRADIZIONALI

Secondo la quale, se nella peggiore delle ipotesi i vaccini mRNA o a vettore virale non replicante dovessero risultare inefficaci, i tradizionali vaccini a subunità di proteine, in corso di sviluppo da parte di Novavax e della partnership Sanofi/GSK, potrebbero subentrare, anche se, in questo caso, i dati difficilmente arriverebbero prima del primo semestre 2021.

I MERCATI FINANZIARI SONO LUNGIMIRANTI

In ogni caso, la produzione e la somministrazione su larga scala di un vaccino richiede tempo. Tuttavia, si stima che negli Stati Uniti i soggetti più a rischio possano essere vaccinati entro il primo trimestre dell’anno prossimo mentre la vaccinazione di massa potrebbe essere realizzata entro il secondo trimestre. “I mercati finanziari sono lungimiranti e un vaccino efficace costituirebbe un primo, vero segnale di riscossa e potrebbe iniziare a prospettare il ritorno a una vita economica un po’ più normale, a tutto beneficio degli asset più rischiosi”, conclude il CIO Equities di Neuberger Berman.