Elezioni Usa midterm 2022, i duelli decisivi al Senato

(Adnkronos) - Con tutti i sondaggi che danno già vinta dai repubblicani la partita per la Camera, sarà invece giocata fino all'ultimo sul filo del rasoio la battaglia per il Senato in queste elezioni di midterm 2022 negli Usa. Con 35 dei 100 seggi in palio - negli Usa ogni due anni viene rinnovata l'intera Camera ed un terzo del Senato - ai repubblicani basterebbe conquistare anche un solo seggio, mantenendo ovviamente i propri, per strappare ai democratici la maggioranza che ora hanno, in una situazione di parità di 50 a 50, solo grazie al voto della vice presidente Kamala Harris, presidente del Senato. In questo quadro sono otto i duelli che potrebbero decidere le sorti della battaglia per il Senato.

GEORGIA

E' lo Stato dove maggiormente i repubblicani cercano la rivincita, dopo la decisiva vittoria di Joe Biden nel 2020 - che Donald Trump ha cercato di rovesciare fino all'ultimo - seguita dalle clamorose vittorie di due senatori democratici, nella tradizionale roccaforte Gop: l'aumento degli elettori afroamericani sta cambiando le dinamiche elettorali che hanno assicurato ai dem la maggioranza al Senato. Ora uno di questi due senatori, il pastore battista Raphael Warnock, deve difendere il suo seggio e, contro il primo senatore afroamericano dello stato sudista, i repubblicani hanno schierato Hershel Walker, ex stella afroamericana del football reclutata alla politica dal suo amico Donald Trump.

La campagna del candidato repubblicano è stata costellata da scandali, tra cui le accuse di una sua fidanzata, madre di uno dei suoi figli, che ha dato alla stampa la copia dell'assegno che Walker, che ora professa una fede antiabortista, le diede per abortire. I due candidati rimangono comunque impegnati in un testa a testa, e la legge elettorale della Georgia prevede che se nessuno dei due otterrà martedì il 50% si dovrà andare al ballottaggio il 6 dicembre.

PENNSYLVANIA

Nello stato dell'ex Rust Belt, le elezioni al fotofinish sono ormai la norma: le due ultime presidenziali sono state decise con uno scarto di appena l'un per cento, ed anche il duello per il Senato quest'anno è un accanito testa a testa tra due candidati che stanno catalizzando, anche per le loro personalità , l'attenzione dei media.

Fino a prima dell'estate, i pronostici erano per il democratico John Fetterman, 53enne alto due metri, laureato ad Harvard ma diventato sindaco di un piccolo centro, Braddock, che si è tatuato sul braccio le date di tutti gli omicidi commessi mentre guidava la cittadina. Ma la campagna del democratico progressista, che si mostra in pubblico sempre in shorts e felpa, ha subito una brusca frenata quando Fetterman è stato colpito a maggio da un ictus.

Ristabilito e tornato in campo, anche se con limitazioni, Fetterman è diventato oggetto di attacchi da parte dei repubblicani che mettono in dubbio che sia ancora in grado di svolgere il suo lavoro. In particolare dal suo avversario, Mehmet Oz, noto cardiologo trasformatosi in una star televisiva nota come il 'Dr Oz" anche grazie allo show di Oprah Winfrey, che però si è schierata negli ultimi giorni di campagna con il democratico. Nei sondaggi realizzati dopo l'ultimo accanito dibattito tra i due contendenti, il repubblicano viene dato, per la prima volta, in vantaggio.

NEVADA

A difendere il seggio qui è la democratica Catherine Cortez Masto, diventata nel 2016 prima latina eletta al Senato nello stato, che viene considerata una degli 'incumbent' più a rischio, con lo spettro di essere bocciata dallo stesso elettorato ispanico che sei anni fa fece vincere la "senadora". Il timore dei dem è che in questa tornata elettorale si accentui, non solo in Nevada, l'allontamento dell'elettorato ispanico, tradizionale base dei dem, anche a causa delle posizioni più conservatrici della comunità fortemente cattolica sull'aborto.

Ma è soprattutto la crisi economica a far sperare i repubblicani che gli elettori del Nevada - dove la pandemia ha danneggiato fortemente l'economia che ruota intorno al business del turismo di Las Vegas e Reno - a punire il partito del presidente Joe Biden, votando per Adam Laxalt, 44enne figlio e nipote di ex senatori del Nevada, che è uno dei candidati sostenuti da Donald Trump e che sostiene le accuse infondate di brogli elettorali alle elezioni del 2020.

OHIO

In uno stato che nelle ultime tornate elettorali ha votato solidamente repubblicano, la decisione del senatore repubblicano Rob Portaman di non ricandidarsi ha aperto il duello tra il candidato scelto dai democratici, Tim Ryan deputato al decimo mandato e candidato presidenziale nel 2020, e quello dei repubblicani, JD Vance, 38enne venture capitalist diventato famoso per il suo libro, da cui è stato tratto un film, "Hillbilly Elegy".

Un tempo schierato con i repubblicani anti-Trump, i cosiddetti "Never Trumper", ora Vance è un entusiasta sostenitore dell'ex presidente che di lui, nel suo solito stile franco ha detto: "Jd mi lecca i piedi, vuole il mio sostegno a tutti i costi". Matricola della politica, Vance ha fatto diversi passi falsi, ma può godere del sostegno finanziario di diversi gruppi finanziari, brandendo contro Ryan l'accusa di essere un falso moderato, mentre in realtà sosterrebbe l'agenda più estremista dem, certo non gradita nell'Ohio conservatore.

NEW HAMPSHIRE

In questi ultimi giorni di campagna elettorale, il comitato nazionale dei repubblicani sta investendo massicciamente nel duello per il Senato in New Hampshire dove, a sorpresa, Don Bolduc appare impegnato in un testa a testa con la senatrice democratica Maggie Hassan. Considerato troppo di estrema destra, e complottista e ultra trumpiano, per avere successo nello stato dove Joe Biden due anni fa ha vinto con 7 punti di vantaggio, il 61enne generale a riposo, con 10 missioni in Afghanistan, invece sta riuscendo a creare grandi difficoltà alla 64enne democratica, presa di mira dalla rabbia degli elettori per l'inflazione, l'aumento dei prezzi e della benzina.

NORTH CAROLINA

Anche in North Carolina è un trumpiano di ferro a correre per il seggio al Senato: Ted Budd, proprietario di un'armeria, deputato che è stato uno dei 147 repubblicani del Congresso a votare contro la certificazione della vittoria di Joe Biden nel 2020. Contro di lui i democratici hanno schierato Cheri Beasley, giurista afroamericana che è stata a capo della Corte Suprema dello stato.

I due sono bloccati da settimane in un testa a testea, con la democratica che lamenta di non ricevere abbastanza sostegni finanziari dal partito che forse non crede nella possibilità di vincere nello stato che ha eletto un suo senatore l'ultima volta nel 2008, l'anno della storica vittoria a valanga di Barack Obama.

ARIZONA

E' lo stato dove le teorie trumpiane delle elezioni rubate hanno preso più piede, dove hanno vinto le primarie repubblicane tutti candidati che negano la legittimità della vittoria di Joe Biden, tra i quali Blake Masters, 36enne candidato al Senato. Definendosi un "conservatore dell'America first", con un programma nazionalista, Masters si oppone agli aiuti all'Ucraina, a Big Tech - nonostante sia stato il braccio destro del miliardario Peter Andreas Thiel, cofondatore di PayPal - e propone la creazione di una riserva federale di Bitcoin.

A difendere il seggio democratico è l'ex astronauta Mark Kelly, marito dell'ex deputata Gabby Giffords, che rimase gravemente ferita nel 2011 in un attentato contro di lei in cui vi furono diverse vittime. A mettere in difficoltà il democratico, è il picco degli ingressi dei migranti in questo stato di confine, con Master che accusa Kelly di sostenere una politica dei "confini aperti".

WISCONSIN

I democratici speravano di poter aver gioco facile in Wisconsin - stato vinto da Joe Biden nel 2020 - per strappare il seggio di Ron Johnson, senatore al secondo mandato che ha votato contro la certificazione della vittoria di Joe Biden, ha minimizzato la portata dell'assalto al Congresso, sostenuto una serie di tesi complottiste e persino che contro il coronavirus fossero sufficienti i gargarismi. Ma i repubblicani hanno montato una campagna contro le posizioni di estrema sinistra del candidato democratico Mandela Barnes, accusando il 35enne vice governatore afroamericano di passati legami con il movimento per definanziare la polizia e per abolire l'agenzia che detiene gli immigrati. Risultato Johnson ora è in testa nei sondaggi.