Elezioni Usa, raduno pro Trump a Washington: cosa succede 6 gennaio

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Il 6 gennaio è una data cerchiata in rosso negli Stati Uniti. Accorrendo all'invito rivolto su Twitter da Donald Trump, gruppi di irriducibili sostenitori del presidente uscente e delle sue rivendicazioni di fronte alla vittoria elettorale di Joe Biden, si sono dati appuntamento il 6 gennaio a Washington. Per protestare contro la riunione del Congresso che dovrà ratificare, una volta per tutte, la vittoria di Biden.

Sono molti i gruppi pro Trump che stanno promuovendo sulla Rete la mobilitazione su diversi siti, tra i quali il "wildprotest.com", protesta selvaggia, che con l'hastag "#StopTheSteal", fermiamo il furto elettorale, esorta a partecipare dicendo, a caratteri cubitali, che "il presidente Trump ti vuole il 6 gennaio a Washington". Trump, che ieri è tornato in anticipo a Washington dalla Florida, nei giorni scorsi ha twittato: "il sei gennaio ci vediamo a Washington".

Finora il National Park Service ha ricevuto la richiesta di autorizzazione a manifestare da tre gruppi: le Women for America First, associazione di donne pro Trump che ha chiesto l'autorizzazione per 5mila persone, la Eighty Percent Coalition, che prevede 10mila persone al suo "Rally to Save America." Ed infine la marcia della "The Silent Majority", la maggioranza silenziosa che intende, sempre mercoledì, sfilare fin sotto Capitol Hill.

Ma a preoccupare le forze dell'ordine cittadine il fatto che all'appello risponderanno in forza gruppi ed esponenti delle milizie di estrema destra come i Proud Boys che "parteciperanno in numeri record il 6 gennaio" ha annunciato il loro leader Enrique Tarrio su Parler, il social media di riferimento dell'estrema destra Usa, spiegando però che questa volta i suoi militanti "saranno in incognito, senza indossare il tradizionale nero e giallo, ma disperdendosi in piccoli gruppi".

Anzi ha esortato i membri della milizia suprematista a vestirsi all black, come i black bloc e gli attivisti Antifa con cui i Proud Boys regolarmente si scontrano. Cosa che si teme potrà succedere di nuovo martedì e mercoledì prossimo a Washington. Tanto che dalla polizia della capitale si assicura che sono stati varati "piani complessivi di sicurezza per monitorare e valutare tutte le possibili nuove minacce".

Molti ristoranti, uffici ed altri edifici del centro di Washington si stanno già preparando ed hanno messo su vetrine e vetrate le assi di legno, come era successo per le manifestazioni del Black Lives Matter la scorsa estate.