Elezioni Usa, Trump insiste: "Ho vinto e di molto"

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"Ho vinto queste elezioni e di molto". Così in un nuovo tweet il presidente americano, Donald Trump torna a insistere.

"Decine di migliaia di voti sono stati ricevuti illegalmente dopo le 20 martedì, giorno delle elezioni, cambiando totalmente e facilmente i risultati in Pennsylvania e in altri Stati sul filo del rasoio", dichiara in un altro tweet il presidente americano rilanciando, senza produrre prove, le accuse di brogli nelle elezioni che si avviano ad aprire le porte della Casa Bianca a Joe Biden.

Trump ha continuato a sostenere la mancanza di "trasparenza" durante lo spoglio dei voti in alcuni Stati in bilico, affermando che "illegalmente" non è stato permesso di osservare lo scrutinio di centinaia di migliaia di voti.

Ciò ha cambiato "il risultato delle elezioni in numerosi Stati, tra cui la Pennsylvania, che tutti pensavano fossero stati vinti facilmente la notte delle elezioni" per poi "vedere sparire un enorme vantaggio, senza che nessuno potesse osservare per lunghi intervalli di tempo quanto accaduto", ha scritto Trump in una serie di tweet.

In quelle ore, ha aggiunto il presidente, non c'è stata "trasparenza" in quanto le porte degli edifici dove si contavano i voti sono state bloccate e le finestre coperte con cartoni spessi così da impedire agli osservatori di vedere. "All'interno sono accadute cose brutte, grandi cambiamenti hanno avuto luogo", ha aggiunto.

Intanto, incapace di accettare l'esito del voto, Trump sarebbe pronto ad una 'purga' per punire i collaboratori che ritiene non siano stati leali. Lo scrive il Washington post, secondo il quale il ministro della Difesa Mark Esper, il direttore della Cia Gina Haspel e altri alti funzionari "potrebbero essere messi alla porta senza cerimonie nei prossimi giorni e settimane".

Già due giorni fa, l'Nbc riferiva che Esper sta preparando la lettera di dimissioni. Intanto il sito The Hill riporta preoccupazioni negli ambienti della difesa nel caso Esper se ne vada, con il rischio che gli uomini vicini a Trump non vogliano collaborare con l'amministrazione entrante di Joe Biden. "Naturalmente i nostri avversari approfitterebbero di quello che sarebbe percepito come un vuoto di leadership nell'establishment della sicurezza nazionale", commenta sul sito Mackenzie Eaglen, esperto di difesa dell'American Enterprise Institute, un think tank conservatore.

Per ora Trump ha destituito bruscamente ieri sera Bonnie Glick, numero due di Usaid, trasferendo le sue competenze a John Barsa, che già guida ad interim questa agenzia del governo per la cooperazione internazionale. Trump non ha dato nessuna spiegazione alla Glick e il Washington post scrive che la sua cacciata "è la prima di un'attesa vasta purga di funzionari che Trump ritiene non siano stati abbastanza leali". Secondo diverse fonti, Trump vuole che i suoi collaboratori "portino il più possibile avanti la sua agenda" fino a quando rimarrà in carica. "Se Joe Biden vince, come appare sempre più probabile, allacciate le cinture. I prossimi mesi saranno accidentati", conclude il Washington post riferendosi al periodo della transizione prima dell'insediamento di Biden il 20 gennaio