Elezioni Usa, Trump non si rassegna: pronti nuovi ricorsi

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A meno di un mese dall'insediamento di Joe Biden, Donald Trump non si rassegna alla sconfitta e raddoppia gli sforzi per rovesciare l'esito delle elezioni ormai ratificato dal Collegio Elettorale. Cosa che non gli ha impedito di presentare un nuovo ricorso alla Corte Suprema e continuare a cercare un senatore disposto ad appoggiare l'obiezione dei repubblicani della Camera alla ratifica dell'elezione di Biden durante la sessione congiunta del prossimo 6 gennaio.

Senza contare che, come è stato rivelato dai media, sta accarezzando idee estreme come la possibile invocazione della legge marziale o il sequestro di tutte le macchine elettorali per scoprire le presunte frodi. Ieri Trump ha pubblicato un tweet in un cui afferma che l'idea della legge marziale è una fake news, ma oggi i media americani insistono, citando come fonti consiglieri della Casa Bianca allarmati per la riunione che si è svolta venerdì scorso durante la quale è stata avanzata l'idea di nominare Sidney Powell, la legale teorica del complotto delle macchine elettorali, procuratore speciale dell'inchiesta su presunte frodi.

Sul fronte del Congresso, Trump in un'intervista ha detto di aver parlato con il neoeletto senatore dell'Alabama sulla possibilità di appoggiare la mozione contro la vittoria di Biden. "Era così emozionato, mi ha detto 'mi ha reso il politico più popolare degli Stati Uniti", ha detto il presidente uscente. Ma la campagna di Tuberville non ha risposto alla richiesta di conferma della disponibilità del neo senatore.

Dopo non aver riconosciuto per oltre un mese la vittoria di Biden, per non urtare la suscettibilità di Trump, dopo il voto del Collegio Elettorale il leader repubblicano del Senato Mitch McConnell ha riconosciuto il democratico come presidente eletto ed ha chiesto ai colleghi di fare lo stesso. Il nuovo ricorso presentato ieri alla Corte Suprema riguarda, ancora una volta, il voto per posta in Pennsylvania. La Corte ha già due volte rifiutato di accogliere il ricorso contro la sentenza espressa dalla Corte Suprema dello stato.

Intanto, non si placa la polemica e la preoccupazione suscitata dal fatto che Michael Flynn, l'ex consigliere per la Sicurezza Nazionale che Trump ha appena graziato, abbia pubblicamente affermato che il presidente potrebbe ricorrere alla legge marziale per "far svolgere di nuovo le elezioni negli stati chiave" che hanno dato la vittoria a Biden.

Ma il generale a riposo non si è limitato a fare queste affermazioni ai microfoni della tv di estrema destra Newsmax, ma ne avrebbe discusso con Trump nello Studio Ovale insieme a Rudy Giuliani e Powell, gli altri due 'mastini' della crociata di Trump.

L'idea ha trovato la "strenua opposizione" del capo dello staff Mark Meadows e del consigliere legale Pat Cipollone. Che si sono anche opposti nel modo più totale alla nomina di Powell, che è stata criticata anche da molti repubblicani per le accuse alla società della macchine elettorali Dominion di usare un software, ideato dai 'comunisti venezuelani', per cambiare i risultati. Cosa per la quale la società ora minaccia di denunciarla per diffamazione. "Il solo fatto che lei fosse presente alla riunione è completamente folle", ha detto una fonte della Casa Bianca.