Elin Ersson: la Carola Rackete svedese

Elin Ersson: la Carola Rackete svedese

La disobbediente capitana Carola Rackete sembra dare esempio anche nel resto dell’Europa. Dalla Svezia arriva la notizia di un caso simile. La protagonista della vicenda è una 22enne svedese di nome Elin Ersson che con le sue sole forze ha protestato contro il rimpatrio di un richiedente asilo impedendo di partire ad un aereo pronto per il decollo.

La protesta di Elin Ersson

I capelli biondi, lo sguardo fiero, sulla foto che posta sui social indossa una maglia con la scritta “choose love”. Proprio questa giovane donna alcuni giorni fa ha combattuto contro la decisione presa dal suo stato di rimpatriare un migrante afghano che non aveva ottenuto lo status di rifugiato. L’attivista ha protestato a bordo dell’aereo su cui l’uomo era stato imbarcato.

«Non posso sedermi al mio posto se a quest’uomo non viene garantita la sicurezza e viene fatto scendere dall’aereo con la possibilità di restare in Svezia. Se dovesse essere rispedito nel suo Paese rischierebbe la vita». Ha dichiarato Elin Ersson in un video.

I passeggeri hanno subito un ritardo di circa un’ora fermi sulla pista di decollo dell’aeroporto di Gotheborg. I primi istanti sono stati tesi e ricchi di lamenti per l’attesa snervante, ma la forza della protesta di Elin le hanno permesso di raccogliere consensi anche tra i clienti della compagnia aerea. La lunga attesa è stata interrotta dalla notizia dello sbarco dell’uomo, l’espulsione del migrante è stata al momento sospesa e rimandata.

La vicenda è stata interamente filmata e postata sulla pagina Facebook dell’attivista permettendole di diventare una piccola eroina per coloro che si battono per i diritti dei migranti e per una politica più inclusiva.

Svezia ed immigrazione

Le politiche sull’immigrazione Svedesi sono molto ristrette, nel 2018 il paese ha permesso l’ingresso a sole 14mila persone, due volte meno rispetto all’anno precedente. La Svezia che si prepara alle prossime elezioni in Settembre vedrà sicuramente la tematica al centro delle proposte elettorali dei candidati.

I precedenti

Già nel 2018 la giovane Elin Erssen aveva combattuto contro l’espatrio di una giovane ragazza africana risiedente in Svezia dall’età di 9 anni. Selma è una di quei bambini che si trovano a vagare in Europa senza alcuna protezione. In quel caso la ragazza era stata rimandata nel paese di provenienza, l’Italia. Elin anche in quel caso aveva postato sulle pagine social un messaggio di disprezzo verso i poliziotti che “l’hanno rapita e deportata in Italia mettendole in mano solo 100 euro, togliendole il telefonino e impedendo di chiamare persino un avvocato”.