Elisabetta: dai cavalli al calcio e alle Olimpiadi, il legame con lo sport

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Roma, 8 set. – (Adnkronos) – Nei suoi 70 anni di regno è stato forte il legame con lo sport di Elisabetta II: fu lei a premiare la nazionale inglese campione del mondo proprio a Londra nel 1966, ma la vera grande passione sportiva sono sempre stati i suoi amati cavalli. E' stata lei in prima persona ad allevare cavalli purosangue dei quali è sempre stata molto gelosa e attenta. La Regina Elisabetta era anche abilissima e perfettamente istruita ad andare a cavallo. La passione per i cavalli da parte della Regina era così conosciuta che uno degli eventi sportivi principali del Regno Unito è proprio la Royal Ascot: una giornata di corse in suo onore alla quale non è mai mancata e per la quale imponeva un rigido codice di abbigliamento che prevede l’utilizzo di un cappello.

Tra gli sport che piacevano alla Regina Elisabetta non poteva mancare quello che è stato inventato proprio in Inghilterra: il calcio, o per meglio dire…il football. Lei stessa, nel 2007, ha fatto capire di essere tifosa di una squadra in particolare, ovvero l’Arsenal. I gunners sono stati infatti l’unica squadra ad essere mai ricevuta a Buckingham Palace. Ed era stata proprio la Regina Elisabetta a premiare l’Inghilterra campione del mondo a Wembley nel 1966. Un momento che ha segnato la storia non solo del calcio britannico ma di tutto lo sport d’Oltremanica. Si tratta infatti della prima, e finora unica, coppa del mondo vinta dall’Inghilterra. La sua prima partita a cui ha assistito come sovrana è stata la finale di FA Cup del 1953 tra Blackpool e Bolton. Ancora prima, nel 1945, aveva già visto dal vivo un match del Chelsea ma allora era ancora principessa.

Immancabile la sua presenza anche all’Europeo del 1996, organizzato proprio in Inghilterra. La sovrana era allo stadio per assistere alla finale tra la Germania, poi vincitrice della manifestazione, e la Repubblica Ceca. Prima dell’inizio del match, la sovrana ha stretto la mano a tutti i calciatori presenti.

Non a Wembley per Inghilterra-Italia all’ultimo Europeo, ma prima della finale la Regina ha mandato una lettera al Ct Southgate: "55 anni fa sono stata abbastanza fortunata da consegnare la Coppa Rimet a Bobby Moore…Voglio inviare i miei complimenti, e quelli della mia famiglia, alla squadra per aver raggiunto la finale e rivolgere i miei sinceri auguri per domani, nella speranza che la storia ricordi non solo i successi, ma anche lo spirito, l’attaccamento e l’orgoglio che avete fin qui dimostrato".

Non solo calcio, in Inghilterra c’è anche il rugby tra gli sport più praticati e che, inevitabilmente, hanno avuto un legame con la Regina Elisabetta. La sovrana era infatti la patrona del Rugby Football Unione la Welsh Rugby Union, le due entità principali del rugby in Inghilterra e Galles. Ed è stata proprio la Regina Elisabetta a premiare John Eales, il capitano dell’Australia, al termine della finale del Mondiale di rugby del 1999 vinto contro la Francia. La manifestazione si disputava in Galles, immancabile dunque la presenza della sovrana a Cardiff.

Oltre al rugby, Elisabetta II ha da sempre avuto un legame anche con il tennis. Sebbene, pare, non fosse tra i suoi sport preferiti, è stata patrona dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, ovvero il club che organizza il torneo di Wimbledon. In realtà nei primi 25 anni di regno, fino al 1977, soltanto in tre occasioni la Regina aveva visitato Wimbledon. Quella successiva invece risale al 2010. A rappresentare la Royal Family è stata recentemente Kate Middleton alla quale proprio la Regina ha lasciato il patronato dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club nel 2017. Elisabetta II è nata quando ancora non era stata disputata la prima Coppa del mondo di calcio. La sovrana ha vissuto durante 23 edizioni del Mondiale di calcio e 24 edizioni delle Olimpiadi estive. Tra i tantissimi primati che detiene la Regina Elisabetta c’è quello che la vede come primo, e finora unico, capo di Stato ad aver aperto due edizioni delle Olimpiadi in due paesi diversi, ovvero Canada (Montreal 1976) e Regno Unito (Londra 2012).