'Elisabetta II la Regina Italiana', la lunga storia d'amore tra i Windsor e il nostro Paese

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(Adnkronos) - Elisabetta II ha molto amato l'Italia e il nostro Paese ne ha ricambiato l'affetto e la devozione. A pochi giorni dal suo 96esino compleanno esce il prezioso lavoro della giornalista Ilaria Grillini, 'Elisabetta. La regina italiana' (Rai Libri) che ricostruisce i rapporti privilegiati che i Windsor hanno avuto con l'Italia, da Giorgio V alla Regina Madre, da Carlo e Diana, ai giovane Harry con la consorte Meghan Markle. Un capitolo inedito della storia della famiglia reale inglese tra aneddoti e curiosità e qualche gaffe meno conosciuta del duca di Edimburgo grazie ai ricordi di nobili, politici, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, ma anche gente comune. Numerose le testimonianze raccolte come quelle di Anna Maria Cossiga, Maria Pia e Lillio Ruspoli, Arrigo Cipriani, Stefano Andreotti, della principessa Stefania Raffadali, di Gloria Vanni Calvello e della duchessa Maria Grazia Salviati, del maestro Roberto Capucci, dell'ex presidente del Consiglio e più volte ministro Giuliano Amato, dell'ex sindaco di Roma Francesco Rutelli.

"Tra tutte le regioni italiane amate dalla regina senza dubbio la Sicilia ha un ruolo di primo piano - scrive Ilaria Grillini - Quasi una tradizione per la famiglia reale inglese, il cui amore per questa isola si perde davvero nella notte dei tempi. Nel gennaio 1816 fu l'allora appena ventenne principessa Carlotta del Galles, figlia di Giorgio IV e di Carolina di Brunswick e futura sposa di Leopoldo di Sassonia - Coburgo, ad arrivare a Catania". Il primo viaggio ufficiale di un membro della famiglia reale inglese, in pieno XX secolo, è quello della principessa Margareth non ancora diciannovenne nel 1949, un lungo tour made in Italy tra Capri, Sorrento, Venezia, il Duomo di Monreale con gli splendidi mosaici e la Cappella Palatina di Palermo, l'Isola Bella sul Lago Maggiore ospite dei principi Borromeo e Genova in visita dalla marchesa Cattaneo Adorno nel suo palazzo Durazzo Pallavicini.

Bisognerà, però, aspettare il 1951 per tagliare il nastro della prima uscita pubblica in Italia di Elisabetta II accompagnata (sempre tre passi dietro) dal principe Filippo. Prima tappa la capitale (visita a Papa Pio XII, successivamente in colloquio privato con l'allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi) per poi raggiungere villa Sparta sulla collina di Fiesole, di proprietà di Elena di Romania. Nella capitale non mancarono le feste e i ricevimenti in onore della regale coppia, i balli (come quello indimenticabile organizzato a palazzo Colonna). Negli anni si susseguono i viaggi ufficiali e non solo. Tra le mete predilette le città di Napoli, Firenze, Torino, le campagne di Barumini, in Sardegna, per visitare lo splendido Nuraghe di Su Nuraxi, ma anche l'isola di Vulcano nelle Eolie, dove, ricorda Ilaria Grillini "per la colazione furono ricevuti all'hotel Les Sables Noires dalla proprietaria marchesa Mirta Capomazza di Campolattaro. Ricco, saporito e dietetico il menù a base di spaghetti, melanzane alla parmigiana e l'immacabile cassata, il tutto bagnato dal vino dell'Etna e Malvasia delle Lipari".

Nel libro scorrono anche i menù delle cene di gala e dei pranzi (spuma di aragosta, lombata di vitello alla Montglas, risotto alla Torcellana, scampi fritti, funghi porcini e carciofi...), la descrizione degli abiti indossati durante gli incontri ufficiali ('la regina, molto chic con stola di visone biondo ad abbracciarle le spalle, guanti lunghi fino al gomito e l'immancabile cappellino ton sur ton....), i doni ricevuti (un toro d'argento di oltre 2 chili dalla città di Torino), i ricordi di una immancabile partecipazione al Concorso Ippico Internazionale di Piazza di Siena. Ilaria Grillini ricorda 'le folli acclamanti' e cita anche i giornali inglesi, in particolare, il Daily Mail dopo un viaggio a Torino ('migliaia di persone, con ragazzini appesi agli alberi, hanno salutato la Regina e il Principe Filippo').

Ricco il corredo di interviste e testimonianze. E qualche curiosità. Con la regina Elisabetta a tavola è bandito l'aglio, le pietanze piccanti e gli spaghetti, ma anche i frutti di bosco ('potrebbero rimanerle tra i denti', rischio considerato persino dal Times), ma adora il liquore Dubonnet. Richiesta esplicita giunta alla Scala di Milano da Londra via fax, tra le bevande che dovevano essere presenti nel camerino del maestro Riccardo Muti dove la regina sarebbe andata dopo il concerto. Indimenticabili i ricordi della principessa Gloria Vanni Calvello Mantegna dei principi di San Vincenzo prima della colazione della reale coppia a palazzo Gangi a Palermo, 'set' del gran ballo del Gattopardo di Luchino Visconti. "Il salone degli Specchi - racconta - era stato allestito con tavoli rotondi, apparecchiati per metà, in modo da non dare le spalle alla regina... E tra le regole del cerimoniale di corte c'era quella di iniziare a mangiare dopo la regina e di smettere quando avrebbe smesso la regina..."

"Filippo fu molto simpatico e cordiale - ricorda ancora Gloria Vanni Calvello Mantegna dei principi di San Vincenzo - anche se ogni tanto si dimenticava di stare un passo dietro la sovrana e allora, appena se ne accorgeva, tornava a sistemarsi alle sue spalle. Lei perfetta nel suo ruolo, non fredda, ma neanche troppo espansiva". Per l'occasione fu preparato il timballo del 'Gattopardo', pesce spada e gelo di melone e marsala doc.

Nel libro di Ilaria Grillini anche il ricordi del viaggio di queen Elizabeth a Palermo poco dopo la strage di Capaci e quel gesto apparentemente semplice e commovente di "deporre una corona di fiori sul luogo dell'attentato accanto a quella del presidente Oscar Luigi Scalfaro, raccogliendosi in preghiera per una decina di minuti. Un piccolo inchino di rispetto per le vittime per poi ripartire in direzione del porto del capoluogo siciliano".

Ancora Italia nel 2000. Al ricevimento organizzato in suo onore al Salone delle Feste del Quirinale c'è anche il maestro Roberto Capucci, invitato personalmente dalla first lady Franca Ciampi. Intervistato dall'autrice il celebre sarto confessa che immaginava la regina "più alta e l'abito che indossava non era bello e aveva anche la lampo sulla schiena messa mala... se potessi farle un vestito - confessa a Ilaria Grillini -sarebbe blu cobalto, che sta molto bene con i capelli bianchi, rosso rubino scuro o verde brillante, sempre comunque sui toni caravaggeschi, un po' scuri".

L'ultima visita (lampo) in Italia nel 2014 mentre, amaramente e profeticamente, conclude Ilaria Grillini: "in futuro saranno ancora numerosi i viaggi in Italia da parte dei meno giovani e dei più giovani esponenti della famiglia reale britannica. Ma chi non varcherà più le Alpi sarà lei, Elisabetta II, ormai troppo anziana per viaggiare al di fuori dei reali confini. Lei ha sempre amato e sempre amerà il nostro Paese. Questo amore è stato ed è tuttora più che ricambiato. La regina Elisabetta - scrive ancora - è e resterà sempre nel cuore di tutti per una favola che ci sta raccontando da ormai 70 anni e che almeno per il momento non ha ancora visto la parola fine".

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