Elsa Fornero contro Matteo Salvini

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"Non si va a casa di una persona a chiedere se spaccia, doveva segnalare alla polizia e ai carabinieri perché facessero gli accertamenti". Così Elsa Fornero, parlando della citofonata di Matteo Salvini al quartiere Pilastro, a Bologna. Gesto che, sottolinea, "mi ha fatto un'impressione dolorosa. Ricordo benissimo - aggiunge ospite a 'diMartedì', su La7 - quando lui ha organizzato una chiamiamola 'spedizione squadrista' a San Carlo Canavese, il mio paese natio, dove è andato a fare una delle sue bravate". E il gesto di Bologna, aggiunge Fornero, "ha rinnovato in me il dolore che io provai in quella e in un'altra occasione analoga"."Mi sono domandata se lui comprende quello che sta facendo - prosegue - e la risposta che mi sono data è no. Forse non capisce che non ha sufficiente senso delle istituzioni". 

Per Vittorio Sgarbi, invece, "non possiamo scandalizzarci di un gesto televisivo, di effetto teatrale, forse infantile, di certo non squadrista". E, aggiunge, "suonare un campanello è un diritto". Parole sulle quali Fornero è in disaccordo: "Non mi pare un diritto", specialmente "fare campagna elettorale in quel modo" per "una persona che è stata anche ministro dell'Interno".