Elton John, esce oggi il nuovo album ‘The Lockdown Sessions’

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Esce oggi “The Lockdown Sessions”, l’album di Elton John che raccoglie le canzoni registrate durante la pandemia da Covid, a distanza, negli ultimi 18 mesi, in collaborazione con vari artisti del panorama musicale mondiale. Nel marzo 2020, dopo la sospensione del Farewell Yellow Brick Road Tour a causa della pandemia, Elton John ha iniziato a lavorare a diversi progetti con artisti che aveva conosciuto durante il suo show “Rocket Hour” su Apple Music. Così è nato uno dei suoi dischi più audaci e interessanti, intitolato 'The Lockdown Sessions'.

Anticipato dal singolo 'Cold Heart (Pnau Remix)'con Dua Lipa, l'album è un inebriante viaggio musicale attraverso generi diversi, diretto con raffinata abilità da uno dei più grandi della musica del nostro tempo. “The Lockdown Sessions” è molto più di un semplice album di collaborazioni, è una raccolta di 16 tracce con 10 brani inediti che celebra il desiderio di unione e vede Elton John collaborare con una serie ineguagliabile di artisti che soltanto lui poteva mettere insieme. Più di 20 artisti che abbracciano una gamma incredibilmente vasta di generi, generazioni, culture, continenti e altro ancora, ognuno dei quali contribuisce con uno stile unico all'album. Inoltre In “The Lockdown Sessions” Elton John collabora, in cinque brani, con il produttore Andrew Watt, già vincitore di un Grammy.

EltonJohn ha dichiarato: "L'ultima cosa che mi aspettavo di fare durante l'isolamento era fare un album. Ma, mano a mano che la pandemia andava avanti, continuavano a spuntare progetti una tantum. Alcune delle sessioni di registrazione dovevano essere fatte a distanza, via Zoom, cosa che ovviamente non avevo mai fatto prima. Alcune sessioni sono state registrate con regole di sicurezza molto severe: lavorare con un altro artista, ma separati da schermi di vetro. La cosa certa è che tutte le tracce su cui ho lavorato erano davvero interessanti e diverse, roba completamente diversa da tutto ciò per cui sono conosciuto, roba che mi ha portato fuori dalla mia zona di comfort in un territorio completamente nuovo. E ho capito che c'era qualcosa di stranamente familiare nel lavorare in questo modo. All'inizio della mia carriera, alla fine degli anni '60, ho lavorato come session man. Lavorare con diversi artisti durante il lockdown mi ha ricordato questo. Avevo chiuso il cerchio: ero di nuovo un session man. Ed era ancora uno sballo".

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