Ema ‘libera’ Johnson&Johnson per l’Ue, ma negli Usa è ancora sospeso

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
·2 minuto per la lettura
Medical syringe is seen with Johnson and Johnson company logo displayed on a screen in the background in this illustration photo taken in Poland on November 16, 2020. (Photo by Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
Medical syringe is seen with Johnson and Johnson company logo displayed on a screen in the background in this illustration photo taken in Poland on November 16, 2020. (Photo by Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

Somministrazione di Johnson&Johnson al via in Europa. Nel giro di una settimana, l’Ema ha completato l’indagine ulteriore su questo vaccino, aperta dopo che, il 15 aprile scorso, è stato sospeso negli Usa per 8 casi di reazioni avverse su 7 milioni di vaccinati. Conclusione: il nesso tra i casi rari di reazioni avverse e l’inoculazione del vaccino Janssen, prodotto da Johnson&Johnson, è “ chiaro e forte”, dice Sabine Straus, capo del Comitato per la sicurezza dell’Ema. Ma “i benefici superano i rischi” e dunque l’Agenzia del Farmaco europea ‘libera’ la somministrazione del vaccino in Europa, disponendo solo delle modifiche all’elenco dei possibili effetti indesiderati ma senza stabilire limitazioni all’uso. Saranno gli Stati a decidere come usarlo, ognuno per sé com’è prassi ormai consolidata fin dall’inizio della campagna vaccinale europea. In Italia, Francia, Spagna, Johnson&Johnson verrà destinato alla popolazione over 60, modello Astrazeneca. Negli Usa intanto resta ancora sospeso e sotto osservazione.

I casi di reazioni avverse, trombosi in zone insolite accompagnate da trombocitopenia riscontrate in pazienti in media donne e sui 30 anni con piastrine basse, sono simili a quelli scatenati da Astrazeneca, vaccino basato su adenovirus come Jonhson&Johnson. Dunque nella maggior parte degli Stati membri varranno le stesse limitazioni disposte sul prodotto di Oxford, finito sotto la lente di ingrandimento dell’Ema già a marzo, in seguito ad un’altalena di decisioni da parte dei paesi europei, prima la sospensione totale adottata in Germania e mezza Europa, poi la limitazione agli over 60 decisa per prima sempre a Berlino, cui ha fatto seguito l’indagine approfondita di Ema.

In totale, si è indagato su “8 casi” di effetti indesiderati denunciati negli Stati Uniti, uno ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.