Emanuele Crestini, il sindaco di Rocca di Papa ricordato da Mattarella

Gabriele Fazio

Il mandato come sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini lo ha mantenuto per circa tre anni, dal 2016 fino allo scorso 10 giugno, quando un incendio è divampato nelle stanze del Comune. Crestini prima di lasciare l'edificio si accerterà che tutti i dipendenti siano in salvo, cosa che gli provocherà non solo ustioni al 35% del corpo, ma anche l'inalazione di un'enorme quantità di fumo che dieci giorni dopo, a causa di una forte crisi respiratoria, lo ucciderà mentre si trova ricoverato all'Ospedale Sant'Eugenio di Roma.

Nato nel 1972, aveva 46 anni, ne avrebbe compiuti 47 quattro giorni dopo. Laureato in Scienze politiche alla Libera Università Maria SS. Assunta a Roma, Crestini aveva iniziato la sua carriera politica nel 2011 come consigliere comunale, poi nel 2016 era arrivata la candidatura, appoggiata da una serie di lista civiche e, sconfitto il Partito Democratico, la nomina a sindaco.

Fino a qualche anno prima gestiva un bar nel centro di Frascati, dove aveva conosciuto anche la compagna Veronica Cetroni, commercialista di 28 anni. Mentre veniva trasferito in barella da un reparto all'altro dell'ospedale, il giorno dell'incendio, Crestini le chiederà di sposarlo, lei accetta, il matrimonio purtroppo non avverrà mai.

Quella di Crestini fu una gestione del piccolo comune abbastanza regolare fino allo sbarco della nave Diciotti, nell'agosto del 2018, quando un centinaio di immigrati vengono spediti al centro di accoglienza Mondo Migliore di Rocca di Papa, scatenando una forte protesta aizzata, come scrive La Repubblica, da alcuni esponenti di Casapound.

Crestini aveva gestito una situazione che, tra l'altro, come lui stesso dichiarerà, dipendeva esclusivamente dalle scelte dell'allora Ministro dell'Interno Matteo Salvini. La cittadina in quel caso si divise nettamente, ma se c'era una cosa che la univa era la fiducia in quel giovane e intraprendente sindaco.

Ieri il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha ricordato durante il suo discorso di fine anno alla nazione, parlandone come di “un esempio di altruismo e di civismo”, più o meno la stessa cosa che scrisse in una nota il giorno della sua morte: “Ho appreso con profondo dolore la notizia della morte di Emanuele Crestini, Sindaco di Rocca di Papa, deceduto a causa delle ustioni riportate per essersi adoperato, dopo l'esplosione nel palazzo del municipio, per portare in salvo tutte le persone che erano dentro i locali, dando un esempio di coraggio, di altruismo e di generosità nei confronti dei suoi concittadini”.

Il gesto di Crestini di rischiare la vita, perdendola poi, per salvare i dipendenti del Comune, concettualmente forse rappresenta molto più del suo eroismo, ma è esempio di totale abnegazione verso il proprio ruolo. È per questo che Mattarella ieri lo ha voluto portare ad esempio, mandando un messaggio neanche troppo ermetico a tutta la classe politica.