Emendamenti al decreto Genova. Ma la città chiede tempi certi. Calano i traffici portuali

Massimo Razzi

Comincia la pioggia di emendamenti sul decreto Genova al vaglio della Camera in vista della conversione in legge: qualche risorsa in più per gli sfollati e, soprattutto, l'allontanamento definitivo di Autostrade per l'Italia da qualunque attività legata alla ricostruzione che non sia mettere mano al portafoglio e pagare i danni. Il commissario e sindaco Marco Bucci ha detto: "Ho visto documenti dove c'è quasi tutto, diciamo il 99% di quanto chiesto. Poi vedremo se saranno approvati o no, per adesso stiamo andando nella direzione giusta"

Ma il porto e la città chiedono di più: tempi certi e risorse adeguate ad affrontare e risolvere le grandi questioni aperte. Perché il tema è certamente quello di rimborsare i danni a chi li ha subiti e continuerà a subirli ma, soprattutto, si tratta di superare le problematiche che dal 14 agosto continuano, purtroppo, a generare perdite e danni. Il tutto con un occhio al futuro che potrebbe peggiorare se le merci, davanti a incertezze e tempi non chiari decidessero di abbandonare lo scalo genovese. 

E i dati del calo del traffico fanno già paura. Uno studio della Spediporto dice che la perdita è già del 5% nell'export e del 9% nell'export. Di questo passo, ogni spedizioniere ci rimetterà circa 97 mila euro in un anno, ogni corriere 170 mila e ogni autotrasportatore, circa 610 mila. In totale fanno già 28 milioni. La situazione può migliorare solo se il porto e la città sono in grado di dimostrare agli operatori italiani e stranieri che, entro i primi di dicembre ci sarà una scaletta certa della ricostruzione. Nel senso che, da qui a un mese, si dovrebbe sapere chi ricostruirà ma, soprattutto, in che tempi e cosa si attuerà per risolvere i problemi logistici e tecnici che si verificheranno certamente in quel lasso di tempo. Gli operatori internazionali non abbandonano volentieri un porto in cui sono radicati da tempo, ma hanno bisogno di certezze. Altrimenti ci sarà poco da fare. E inizierà un esodo non facilmente rimediabile.  

"Abbiamo bisogno di garantire i servizi fondamentali alla merce e in assenza di una infrastruttura fondamentale come il Morandi, dobbiamo aumentare la qualità dei servizi e ridurre il dwell time - commenta il Presidente di Spediporto  Alessandro Pitto - dobbiamo capire che ogni minuto risparmiato in porto è un euro risparmiato per il mercato". La preoccupazione trova conferma anche nei dati resi pubblici da ADSP che nei giorni scorsi ha diffuso il dato di un - 20% delle tasse portuali e di una riduzione di carico che, come testimoniato dai Terminalisti, è arrivata in alcuni casi a toccare un - 25%. 

"Non possiamo sottovalutare gli umori del mercato e le sue sensibilità alle variazioni di costo - commenta Giampaolo Botta DG Spediporto — temo molto la sottovalutazione di certi temi ed il calo di attenzione generale su questa crisi. Ogni 100 contenitori che scappano da Genova vuol dire  un posto di lavoro messo a rischio. Se i dati che si sentono in queste settimane trovassero conferma l'impatto sull'occupazione potrebbe essere rilevante e noi dobbiamo difendere l'occupazione come  primo valore del Porto e delle nostre aziende".

Ma torniamo ai contenuti del decreto per Genova.

Autostrade fuori dai giochi - La società Autostrade viene dunque esclusa dalla ricostruzione del Ponte Morandi. Lo prevede un emendamento del governo al decreto Urgenze, al vaglio della Camera. "Per le attività urgenti di progettazione degli interventi, per le procedure di affidamento dei lavori, per le attività di direzione dei lavori di collaudo nonché per ogni altra attività di carattere tecnico-amministrativo connesse alla progettazione, all'affidamento e all'esecuzione di lavori, servizi e forniture, il commissario straordinario può avvalersi, anche in qualità di soggetti attuatori, previa intesa con gli enti territoriali interessati delle strutture degli uffici la Regione Liguria, degli uffici tecnici e amministrativi del Comune di Genova, dei provveditorati interregionali per le opere pubbliche, di Anas, delle attualità di distretto, nonché, mediante convenzione, di concessione di servizi pubblici delle società a partecipazione pubblica o a controllo pubblico". L'emendamento aggiunge che Autostrade per l'Italia dovrà versare sulla contabilità speciale del Commissario la cifra che il Commissario stesso determinerà per la ricostruzione del ponte e del sistema viario. Più eventuale conguaglio successivo da determinare sempre a discrezione di Marco Bucci, il sindaco di Genova che, come è noto, è stato investito del ruolo di Commissario alla ricostruzione.

Questa mattina, comunque, la società Autostrade per l'Italia ha inviato al Commissario il progetto per la ricostruzione: "Il piano di Autostrade? No comment, non l'ho ancora visto". ha detto Buccia chi gli chiedeva un commento sul progetto approvato ieri dal cda di Aspi che prevede demolizione e ricostruzione del viadotto entro nove mesi dalla disponibilità delle aree.

Espropri -  Per la ricostruzione del ponte e la messa in sicurezza della zona sottostante al viadotto Polcevera, il commissario straordinario "entro 30 giorni" dalla conversione può "stipulare con i proprietari e con gli usufruttuari delle unità immobiliari oggetto delle ordinanze di sgombero", l'atto "di cessione del bene o del diritto reale", ma "scaduto questo termine, provvede alle conseguenti espropriazioni". Le indennità ai proprietari è stabilita in 2.050,25 euro al metro quadro. In sostanza, le case sotto il ponte (parte delle quali, oltre 250 appartamenti, andranno abbattute) vengono "acquistate" dal Commissario che, così potrà disporne in base alle necessità della ricostruzione. Il valore di circa duemila euro al metro quadro per gli sfollati, sembra decisamente equo. Nell'articolo 1 del decreto (che viene completamente riscritto con l'aggiunta dell'1 bis e 1 ter) sono previsti 72 milioni per l'indennizzo agli sfollati. 

A7 e A10 - Sempre in funzione della ricostruzione del ponte e della viabilità, il Commissario dovrà avere la piena disponibilità dei relativi tratti delle autostrade A7 e A10. La concessionaria, dunque, dovrà consegnarli immediatamente a Bucci. Il viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi (leghista e genovese) ha fatto sapere che tra gli emendamenti "sono previste anche le norme che aveva chiesto il commissario, il sindaco Bucci, per agire nell'immediatezza per edificare il ponte, quindi la possibilità di attingere anche fuori dalla pubblica amministrazione, di far partecipare aziende appartenenti ad altre concessionarie ad esclusione di Aspi e delle sue partecipate, e la presa in possesso del commissario del tratto autostradale interrotto al traffico".

Sarà comunque il commissario con la sua struttura a vagliare i progetti e a decidere quale attivare in base a tutta una serie di criteri e valutazioni che vanno dalla sicurezza all'efficienza, dall'economicità alla tempistica. Perché, è chiaro a tutti, il ponte va ricostruito nel minor tempo possibile e con la massima sicurezza.

Casellati - "Il ponte Morandi rappresenta la fragilità infrastrutturale che purtroppo l'Italia soffre. Oggi la parola d'ordine per Genova è tempestività e ritorno alla normalità". Così il presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, rispondendo alle domande dei giornalisti durante al sua visita a Genova. Cosa dirà agli sfollati? "Nulla, sentirò quello che loro hanno da dirmi. Andrò da loro ad ascoltare le loro ragioni" ha risposto

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