Emesso mandato di cattura internazionale per Gustavo Zanchetta

Gustavo Zanchetta mandato di cattura

Per Gustavo Zanchetta, vescovo argentino della diocesi di Oran accusato di abusi nei confronti di due seminaristi, la magistratura ha emesso un mandato di cattura internazionale. Considerato vicino a Papa Francesco, non avrebbe risposto a ripetute telefonate ed email inviate per notificare gli atti processuali. Ha inoltre spostato il suo domicilio nello Stato del Vaticano.

Mandato di cattura per Gustavo Zanchetta

Ora la parola tocca alla Segreteria di Stato vaticana che deve autorizzarne l’arresto. Un verdetto che dovrà essere concordato con il pontefice dato che l’uomo gode dell’immunità diplomatica e risiede nella stessa struttura di Papa Francesco, ovvero Santa Marta.

Zanchetta era stato denunciato da un giovane per abusi sessuali il 6 febbraio 2019. Qualche giorno dopo una seconda persona l’aveva accusato dello stesso reato, aggravato dal fatto che a commetterlo sarebbe stato un ministro di culto. Nei suoi confronti è stato avviato un giudizio canonico, pertanto bisognerà conoscere l’esito del procedimento per capire la decisione della Segreteria. Il fatto che si sia rifugiato in Vaticano non rende scontato il via libera all’arresto, contando che con l’Argentina non esistono trattati di cooperazione internazionale.

Il portavoce del religioso Javier Belda Iniesta ha dichiarato che Zanchetta ha sempre collaborato con la giustizia come, a suo dire, riconosciuto dal giudice di garanzia che il 23 agosto 2019 gli diede il permesso di lasciare l’Argentina. Ha inoltre manifestato sorpresa nel vedere gli atti dell’inchiesta pubblicati sul sito web della Procura di Salta senza la verifica di un contraddittorio. Ha infine assicurato che il vescovo è il primo interessato al fatto che si accerti la verità. Per questo continuerà a collaborare con la magistratura.