Emicrania a grappolo: sintomi, farmaci e rimedi

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L’emicrania a grappolo è una patologia estremamente dolorosa, non pericolosa per la vita umana, ma potenzialmente invalidante per la svolgimento delle normali attività quotidiane. Le prime testimonianze storiche che attestano episodi consecutivi di emicrania a grappolo risalgono addirittura alla seconda metà del XVII secolo anche se, per molto tempo, la sintomatologia è stata confusa con altre patologie e non identificata in misura unidirezionale.

Emicrania a grappolo: cosa è?

Si tratta di una particolare patologia che colpisce prevalentemente soggetti di sesso maschile e di età compresa tra i 20 ed i 50 anni. Fortunatamente non troppo diffusa (si stima infatti che colpisca un individuo su 500 1000 persone) è un particolare tipo di mal di testa che colpisce, in via generale, un solo lato della testa concentrandosi prevalentemente nella zona oculare e nelle tempie.

Si tratta di una forma di emicrania primaria (che non può essere fatta risalire ad altre patologie) le cui cause scatenanti non sono ancora note anche se alcune ipotesi tendono a ritenere direttamente responsabile degli attacchi un cattivo funzionamento dell’ipotalamo, la zona del cervello che regola l’orologio biologico ed il ritmo sonno veglia delle persone.

La curiosa locuzione “a grappolo” che identifica la patologia è conseguenza delle modalità con le quali l’emicrania si presenta; gli individui che ne soffrono, infatti, lamentano attacchi ravvicinati di durata compresa tra i quindici minuti e le tre ore, ma ripetuti nel tempo (fasi attive) che si alternano a più o meno lunghi periodi di remissione in cui la patologia appare quiescente.

Le tipologie

Per questa ragione, in medicina, vengono identificate due tipologie differenti di emicrania a grappolo:

  • cefalea cronica: quando gli attacchi a grappolo si manifestano tutti i giorni per periodi di tempo superiori a un anno solare senza significative fasi di remissione del dolore;
  • cefalea episodica: quando gli attacchi si ripetono per minimo una settimana e fino ad un massimo di qualche mese con fasi di remissione di almeno quindici giorni consecutivi.

Sintomi dell’emicrania a grappolo

La fase dolorosa si presenta improvvisamente senza particolari segnali che possano far intuire il suo esordio e si contraddistingue per un inteso dolore simile ad una pugnalata circoscritto alla zona oculare ( tanto che potrebbe anche essere scambiata per una emicrania oculare) e alla tempia con un interessamento della zona frontale, della mandibola e nei, casi più gravi, del collo e della spalla. Di natura principalmente mono laterale, l’emicrania a grappolo può, talvolta, anche presentarsi bilateralmente.

Il dolore è violento e raggiunge l’apice assai rapidamente; il paziente, durante la fase esplosiva, non trova sollievo nel riposo e nella posizione coricata, al contrario manifesta segnali di inquietudine che lo costringono a muoversi repentinamente e costringersi il capo con le mani. Benché le cause scatenanti rimangano ad oggi non chiaramente identificate, è comunemente ritenuto probabile, che il dolore sia provocato da una dilatazione dei vasi sanguigni del cranio che generano una forte pressione sul nervo trigemino.

Oltre al dolore lancinante, altri sintomi della cefalea a grappolo sono per lo più a carico della zona oculare e possono essere identificati in un rossore diffuso, avversione alla luce, lacrimazione, congiuntivite, problemi alla palpebra (edemi oppure caduta della stessa) e contrazione della pupilla. A differenza della cefalea tensiva, quella a grappolo non procura, generalmente, nè vomito nè nausea. Un’altra patologia molto diffusa è l’emicrania con aura.

I farmaci più efficaci

Benché la patologia non sia pericolosa per la vita umana è in grado di comprometterne terribilmente la qualità. Il dolore conseguente all’emicrania a grappolo non può essere controllato con gli analgesici da banco comunemente utilizzati, ad esempio, per la cefalea tensiva. Nè il paracetamolo nè l’ibuprofene, infatti, sono in grado di intervenire rapidamente. In caso di attacchi improvvisi è importante intervenire immediatamente mediante iniezioni di farmaci a base di triptani da effettuarsi due volte al giorno o inalazione di ossigeno allo stato puro. L’arco temporale nel quale cominciano a fare effetto è circa mezz’ora.

Alcune terapie mediche, inoltre, cercano di attuare un beneficio a livello preventivo degli attacchi; la prima soluzione proposta, di solito, è l’assunzione di farmaci calcio antagonisti (il Verapamil) che deve essere assunto sotto forma di compresse durante la durata del grappolo mentre in seconda istanza viene proposta l’assunzione del carbonato di litio e di farmaci a base di corticosteroidi. In ultima istanza si può provare con la stimolazione del nervo vago e con iniezioni di anestetico nella zona del nervo occipitale per inibire agli stimoli dolorosi di propagarsi in quella zona.

I rimedi naturali

Gli unici rimedi naturali conosciuti sono l’assunzione di melatonina che sembrerebbe diminuire la predisposizione alla cefalea a grappolo e uno stile di vita tale da evitare tutti quei comportamenti che paiono essere scatenanti nella patologia come l’abuso di alcolici e nicotina, l’esposizione a sostante tossiche inalanti, eccessiva altitudine e un ritmo circadiano alterato.