Emicrania invalidante? Il medico ora è più vicino con NoEmi

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Emicrania invalidante? Il medico ora è più vicino con NoEmi
Emicrania invalidante? Il medico ora è più vicino con NoEmi

Roma, 19 nov. (askanews) – Aiuta a individuare la necessità di ricorrere a un centro cefalee, consente di realizzare online un vero e proprio identikit della propria patologia e della situazione di salute, permette di sviluppare un rapporto diretto e continuativo tra medico e paziente, agevolando la condivisione dei dati clinici, la comunicazione e la gestione dell’emicrania: è NoEmi (da No Emicrania) l’innovativa piattaforma digitale creata da Novartis in aiuto di chi soffre di questa patologia associata a dolore, disabilità e riduzione della qualità della vita. Dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una delle prime 10 cause di anni vissuti con disabilità per uomini e donne, l’emicrania rimane però sottoriconosciuta e sottotrattata”.

Spiega ad Askanews Alessandra Dorigo, Franchise Head Neuroscienze di Novartis Italia: “Novartis da sempre è impegnata in questa digital transformation, partita molto prima della pandemia che ha semplicemente accelerato questo processo di trasformazione culturale, dove il digitale naturalmente va ad affiancarsi al dialogo medico-paziente in presenza. E in particolar modo parlando di emicrania, una patologia cronica neurodegenerativa, abbiamo sviluppato la piattaforma digitale, NoEmi, la prima appositamente studiata per il paziente emicranico in collaborazione con Healthware e Paginemediche.it. E’ un alleato digitale del paziente emicranico che ha l’obiettivo di accompagnarlo nel suo percorso di diagnosi e terapia . Io posso digitare sul web la parola emicrania trovo questa piattaforma dove inizio a dialogare con un assistente virtuale che più viene interpellato dai diversi pazienti, più aumenta le conoscenze che già ha. Fa prima una diagnosi al paziente per capire se si tratta di un banale mal di testa o di una vera patologia neurologica cronica come l’emicrania, dopodichè offre servizi a paziente come un diario o un test di autovalutazione, quindi il terzo step è quello di presentare un elenco di centri di neurologia vicini a dove il paziente abita per poi fissare sempre attraverso la piattaforma un appuntamento”.

Fabrizio Vernieri, Responsabile Unità Cefalee e Neurosonologia, Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma sottolinea:

“Di emicrania è affetto il 12% della popolazione, gli spazi e i tempi per gli ambulatori e i centri cefalee ma anche per i medici di medicina generale sono ridotti, il fatto di avere la possibilità di interagire a distanza e di arrivare a visita con una documentazione già completa aiuta molto il compito del medico e informa anche il paziente”.

“C’è bisogno di un’interazione con il paziente. Il paziente ha bisogno di essere vicino. Molto spesso una patologia come l’emicrania trova difficoltà in prenotazioni di visite, in incontri ravvicinati, per cui uno strumento del genere avvicina il medico al paziente e permette una interazione più ravvicinata. Abbiamo pensato questo strumento in un momento in cui la pandemia non esisteva. Il progetto è iniziato a settembre dello scorso anno, a maggior ragione è diventato importante in questo momento”.

“Abbiamo tutti l’immagine di pazienti che vengono a visita la prima volta portando una valigia piena di accertamenti magari fatti in passato e magari non congrui con quello che serve ai fini della diagnosi. Avere uno strumento che prepara la visita, che comunque resta fondamentale per la dagnosi, è qualcosa che ottimizza diagnosi e trattamento. Il paziente accedendo al sito può trovare gli strumenti per riferire rispetto alle sue crisi, fare un identikit del proprio mal di testa, informare il medico sulle patologie pregresse, trova il diario clinico, la possibilità di informare il medico in maniera corretta”.

“L’emicrania è una patologia sottostimata e anche sottotrattata o trattata non in maniera adeguata – ricorda il medico -. Il paziente deve essere informato, educato, deve avere gli strumenti giusti per comunicare col medico. Paziente e medico devono avere lo stesso linguaggio e questo facilita molto il compito dell’uno e dell’altro. La visita è fondamentale dal punto di vista della diagnosi, ma strumenti come Noemi facilitano molto il medico nell’arrivare alla diagnosi giusta e anche a pensare la terapia più adatta a quel tipo di paziente. La terapia è sempre individualizzata, per cui conoscendo meglio la sua situazione, le patologie pregresse, le caratteristiche delle crisi, ci da la possibilità di fare una diagnosi più accurata e terapie personalizzate”.