Emilia Clarke, il segreto più doloroso: "Parte del mio cervello è sparita"

Emilia Clarke, il segreto più doloroso: "Parte del mio cervello è sparita". REUTERS/Henry Nicholls
Emilia Clarke, il segreto più doloroso: "Parte del mio cervello è sparita". REUTERS/Henry Nicholls

A soli 35 anni può definire se stessa una vera e propria miracolata. Anzi, va anche oltre: "Il solo fatto che io sia ancora in grado di parlare è straordinario". Così Emilia Clarke, la Daenerys Targaryen di 'Game of Thrones' ha raccontato alla BBC la sua battaglia con i due aneurismi cerebrali che l'hanno colpita nello scorso decennio.

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Nata a Londra il 23 ottobre 1986, per lei la grande fama arrivò quando ancora doveva compiere 25 anni. Fu infatti la prescelta per interpretare la non ancora spietata Daenerys Targaryen della primissima stagione di 'Game of Thrones'. Era il 2011 e, nonostante la carriera di Emilia Clarke stesse spiccando il volo, per la stellina britannica delle serie tv arrivò anche il dramma nella vita personale.

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Proprio al termine delle riprese di quella prima stagione, infatti, fu colpita da un primo aneurisma cerebrale che la costrinse a un intervento chirurgico non banale e a un lungo periodo di riabilitazione. Tornata sul set di 'Game of Thrones', i suoi problemi di salute non erano però ancora finiti. Due anni dopo, nel 2013, arrivò infatti un secondo aneurisma con tanto di emorragia cerebrale che la costrinse a un nuovo intervento. E solo ora Emilia Clarke ha deciso di condividere con il mondo i dettagli di quel complicatissimo periodo.

Emilia Clarke nel 2011. REUTERS/Mario Anzuoni (UNITED STATES - Tags: ENTERTAINMENT)
Emilia Clarke nel 2011. REUTERS/Mario Anzuoni (UNITED STATES - Tags: ENTERTAINMENT)

"Il dolore è stato atroce - ha rivelato Emilia Clarke alla BBC -. Ma mi è servito moltissimo il fatto che 'Game of Thrones' mi desse uno scopo per accelerare il mio recupero. Anche perché i danni ci sono ancora oggi. Ogni volta che una parte del nostro cervello, una parte qualsiasi, non riceve sangue per un secondo, sparisce. Il sangue poi trova un percorso alternativo per scorrere, ma quel pezzo di cervello che non ha attraversato è come se smettesse di esistere".

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Emilia Clarke, che si trova a Londra per il lancio della produzione a teatro de 'Il Gabbiano' di Anton Cechov, è consapevole che la sua carriera poteva finire nel momento stesso in cui stava realmente decollando. "Pochissime persone sopravvivono a quello che ho passato io - ha ammesso -. Perché ho una parte di cervello non più utilizzabile, ed è straordinario anche solo il fatto di poter ancora parlare. E lo posso fare in maniera anche articolata, vivendo normalmente senza ripercussioni". Ma l'attrice non dimentica le sofferenze che ha dovuto attraversare. E infatti ha creato la fondazione SameYou, a sostegno di chi ha subito lesioni cerebrali, ictus e aneurismi.

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