Emilia-R., Regione: no abbattimento daini nel Ravennate e Ferrarese -2-

Red/Gtu

Roma, 23 lug. (askanews) - L'intervento, ha spiegato l'assessore, è stato illustrato recentemente anche al prefetto di Ravenna, alla luce del "concreto pericolo per la pubblica incolumità rappresentato dalla presenza di un numero così elevato di animali di grossa taglia in un territorio molto abitato e attraversato da un importante asse viario di interesse nazionale".

Il Piano prevede la preventiva installazione da parte di Anas e dei soggetti gestori delle strade che attraversano l'area di sistemi di prevenzione per evitare incidenti stradali e di cartelli monitori per gli automobilisti.

Sul tema caccia alla volpe l'assessore Caselli, in risposta ad una interrogazione posta da una consigliera regionale, ha informato l'assemblea che la giunta regionale ha vietato il prelievo della volpe in tana, con la sola eccezione di interventi giustificati da motivi di sicurezza idraulica nei casi per i quali gli enti gestori della rete viaria, ferroviaria o dei corsi d'acqua rilevino situazioni di estrema criticità direttamente collegabili alla presenza di tane.

"Anche nei casi di estrema criticità - ha concluso l'assessore della regione Emilia-Romagna Caselli - è comunque previsto, in via assolutamente prioritaria, il ricorso ad azioni di dissuasione, cattura, allontanamento dei soggetti sia adulti che giovani; nelle situazioni particolarmente problematiche ed esclusivamente nel caso in cui questi metodi non abbiano sortito effetti concreti, potranno solo in via eccezionale essere attuati interventi in tana esclusivamente dagli appartenenti ai corpi di polizia provinciale".

L'impatto della volpe e di altri mammiferi fossori come i tassi e gli istrici è infatti - spiega la Regione - molto rilevante sulla tenuta degli argini pensili dei corsi d'acqua e quindi sulla sicurezza idraulica, come ampiamente documentato dalla Protezione civile e da Aipo, anche attraverso studi universitari, in occasione delle piene di Secchia e Panaro dove la presenza di tane di animali fossori ha determinato il collasso delle arginature con conseguenti estesi allagamenti e ingenti danni ad abitazioni, infrastrutture e colture.

La rilevanza del problema ha portato pertanto la Regione a promuovere uno specifico gruppo di lavoro per la definizione di un piano strategico per il controllo degli animali fossori ai fini di garantire la sicurezza idraulica.