Emilia Romagna, Giorgetti: meno tasse e farsi valere in Europa

Pol/Gal

Roma, 21 gen. (askanews) - "La ricetta per il rilancio del Sistema-Emilia? Meno tasse, meno 'ragioneria' agli ordini di Bruxelles: occorre liberare il talento dei nostri imprenditori. Perché se è vero che non abbiamo il petrolio, è anche vero che creativià, talento e voglia di fare non mancano di certo in Emilia-Romagna". Lo ha detto l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il leghista Giancarlo Giorgetti, incontrando gli imprenditori reggiani, che ieri sera hanno partecipato all'incontro, moderato dalla giornalista Cristiana Boni, "Idee per il rilancio dell'Emilia-Romagna e dell'intero Paese", che si è svolto all'hotel Posta.

Giorgetti ha parlato della candidatura di Lucia Borgonzoni a prossimo governatore dell'Emilia-Romagna per il centrodestra: "votarla significa puntare sul coraggio di fare scelte importanti per il futuro di una regione che aspetta da troppo tempo di essere messa nelle condizioni di liberare il proprio saper fare", ha sottolineato il leghista e anche della candidatura "last minute" nelle liste del Carroccio di Cinzia Rubertelli, "un partito che passa dal 15 ad oltre il 30% deve necessariamente aprire le porte a chi può portare un valore aggiunto".

"Il taglio delle tasse e la riduzione drastica della burocrazia - che intralcia le imprese - devono essere il punto di partenza del rilancio. Almeno a partire dal 1996 - ha sottolineato Giorgetti - e sino ad oggi, l'economia è stata declinata nella dialettica politica come ragioneria, finalizzata a far tornare i conti di quelli che erano e sono i diktat dell'Europa. Mentre l'economia è creazione di ricchezza che avviene per il tramire del sistema delle imprese". "Pertanto: o siamo in grado di rilanciare i punti di forza del nostro 'saper fare' e correggerne le criticità o ci condanniamo al declino.

L'onorevole leghista ha, da ultimo, ribadito anche la necessità che l'Italia "si faccia valere da rappresentanti idonei in Europa, dove le leve del comando sono nelle mani di francesi e tedeschi "che a differenza nostra, prima tutelano i loro Paese e solo in un secondo momento quelli dell'Europa" e, sollecitato sul tema dagli imprenditori, "che occorre rilanciare il Sud Italia, poiché il reddito di cittadinanza non può essere la cura, ma è uno strumento prettamente elettorale, e che ha già dimostrato tutta la sua inefficacia".