Emilia Romagna, Salvini cerca vittoria al photofinish

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Alla fine, nei locali sotto i portici di Bologna, giovani, meno giovani e addetti ai lavori - giornalisti e politici - per sere non hanno fatto altro che parlare del voto di oggi, tra un tortellino e un bicchiere di rosso. Per tutti, indistintamente, al di là della tifoseria politica, domenica notte sarà una corsa a contare l'ultimo voto.  

Il presidente uscente, Stefano Bonaccini si è giocato tutte le sue carte, in una campagna 'in solitaria', chiedendo ai suoi corregionali di premiare il 'suo' buongoverno, dall'altra Lucia Borgonzoni, spalleggiata da un onnipresente Matteo Salvini, che vuole finirla con "il partito unico, con 70 anni in cui non si è mai cambiato, e ora si può". Una tentazione, qualcosa di più, che potrebbe prendere realtà da domenica notte, quando la candidata leghista, a qualche chilometro dalla 'rossa' Bologna, nel suo quartier generale di Bentivoglio, aspetterà il responso delle urne. 

Salvini ha messo piede (e voce), in oltre 200 comuni, frazioni, località, partendo dal 14 novembre scorso, quando al Paladozza lanciò ufficialmente la corsa di Lucia. Quella sera, il leader esibiva sul palco tutti i governatori regionali della Lega, da Zaia a Solinas, passando per Fontana e Fedriga e ancora Tesei. Ma nelle stesse ore, improvvisamente, come per magia, decine di migliaia di sardine si materializzarono in piazza Maggiore, facendo capire che sarebbero state loro la vera novità della campagna elettorale emiliana. 

Da quel giorno, il movimento ittico, dichiaratamente antisalviniano, "prima di tutto", non sarebbe mai mancato a far ombra al leader della Lega. Con lui in ogni piazza, fino a Bibbiano, lo scorso giovedì, e a Ravenna solo ieri, dove il centrodestra, finalmente unito ha chiuso la sua campagna elettorale. 

Sui social il confronto è stato a tutto campo: la Lega ha raccolto nelle ultime ore endorsement pop: Da Sinisa Mihailovic, allenatore del Bologna, ad Arrigo Sacchi, ex tecnico Milan e Nazionale, cui hanno replicato, a sostegno di Bonaccini, lo schiacciatore Ivan Zaitsev e Francesco Guccini, cantautore della 'via Emilia'.  

A tenere banco, nelle ultime giornate sono state tre vicende. Due: il caso Bibbiano, dove Salvini è tornato giovedì per ribadire il suo no ai 'ladri di bambini' e le presunte pressioni, con tanto di audio diffuso, sul sindaco di Jolanda di Savoia, nel ferrarese, Paolo Pezzolato da parte di Bonaccini, sono state le frecce leghiste contro la sinistra. 

La terza, invece, la citofonata di Salvini, in periferia a Bologna, cercando di smascherare, a favore di telecamere, un presunto spacciatore di origini tunisine. Una mossa che a molti è sembrata una provocazione eccessiva, con la sinistra che ha accusato Salvini di 'giustizialismo fai da te' e di sciacallaggio sul tema della droga. 

Da piazza del Popolo, Salvini ha serrato i ranghi della destra, per l'ultimo colpo di reni per arrivare alla sua più grande vittoria: vincere in trasferta, nella terra finora mai espugnata dalla destra. Una 'rivoluzione' che ha portato Giorgia Meloni a fare la battuta che resterà simbolo di queste regionali. "Se vinciamo - ha detto la leader di Fratelli d'Italia - lunedì andiamo da Conte e gli chiediamo: 'scusi lei sta facendo gli scatoloni?'.