Emiliano Sala: aereo troppo veloce e pilota morto per esalazioni da monossido

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Il pilota dell’aereo su cui viaggiava Emiliano Sala era avvelenato e andava troppo veloce rispetto al consentito. É questo uno degli aspetti più significati emersi nelle ultime ore dall’indagine sulla tragedia aerea che il 21 gennaio 2019 tolse la vita all’attaccante classe 1990 del Cardiff. Il rapporto finale dell’agenzia investigativa britannica per gli incidenti aerei (AAIB) afferma che Ibbtson, questo il nome del pilota, non avesse completato l’addestramento necessario per poter pilotare un aereo di notte e che, tra l’altro, il suo brevetto non gli permettesse di effettuare dei voli a pagamento. A questo si aggiunge un dettaglio ancora più inquietante ovvero l’aereo si sia rotto in volo perchè procedeva troppo velocemente rispetto ai suoi limiti di progettazione. Le già modeste qualità di pilota di Ibbtson sarebbero poi state ulteriolmente ridotte da un avvelenamento da monossido di carbonio.

Il monossido di carbonio non è stato espulso

Secondo i vari rapporti, gli esami tossicologi effettuati sulla salma di Emiliano Sala hanno rilevato altissimi livelli di monossido di carbonio, chiaro segnale che il giocatore prima di morire fosse stato molto esposto a questa sostanza. Lo stesso potrebbe essere successo ad Ibbotson e questo avrebbe pregiudicato la sua capacità di pilotaggio. Tutta da dimostrare naturalmente, ma di sicuro sappiamo che il monossido di carbonio è solitamente espulso con altri prodotti della combustione e viene da pensare che questo sia finito nella cabina per una falla nella meccanica dell’aereo. Il rapporto sostiene che a bordo non ci fosse nessuna sistema che monitorasse i livelli di monossido di carbonio. Il mal tempo e l’inesperienza del pilota, unita a tutto questo sarebbero risultati letali per le persone su quell’aereo.

Sala, il pilota dell’aereo non poteva guidare

Nuovi dettagli che rendono ancora più nera questa vicenda che traumatizzò il mondo del calcio e non solo. Il maltempo, il volo di notte e il corpo di Ibbotson mai ritrovato, tutti elementi su cui la AAIB sta cercando di fare chiarezza per provare a capire cosa successe quella sera del 21 gennaio. Per Geraint Herbert, investigatore al capo dell’indagine, la dinamica dell’incidente sarebbe stato la seguente: “Il controllo dell’aeromobile è stato perso durante una virata effettuata manualmente e l’aereo è sceso rapidamente in picchiata. L’aereo ha avuto una sterzata sulla sinistra improvvisa ad una velocità ben al di sopra del consentito”.