Emilio Solfrizzi è il 'Malato immaginario' di Moliere al teatro Quirino di Roma

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In una fase temporale segnata dalla pandemia, dai ricoveri in terapia intensiva, dal feroce dibattito fra sostenitori del vaccino e incalliti no vax, è forse un'impresa più complicata, ma anche un meritorio richiamo all'attualità di un testo datato Seicento, riproporre 'Il malato immaginario' di Moliere, un j'accuse del grande commediografo francese contro la medicina del tempo, che ovviamente non è assolutamente paragonabile alla scienza medica del Duemila. Lo fa Emilio Solfrizzi, diretto da Guglielmo Ferro, in scena fino al 9 gennaio al teatro Quirino di Roma.

Il folto gruppo di attori - Con Emilio Solfrizzi anche Rosario Coppolino, Lisa Galantini, Antonella Piccolo, Sergio Basile, Viviana Altieri, Cristiano Dessì, Pietro Casella, Cecilia D'Amico - con i costumi in stile di Santuzza Calì, si muovono attorno alle scenografia lignea a tre piani disegnata da Fabiana Di Marco, per "un teatro come finzione e come strumento per dissimulare la realtà", come si legge nelle note di regia.

Osserva a questo proposito il regista Guglielmo Ferro: "Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che la vita ti mette davanti . E' il rifiuto della propria esistenza. La comicità di cui è intriso il capolavoro di Moliere viene esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno al protagonista Argante e la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti, per una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo".

(di Enzo Bonaiuto)

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